Renzi ok a Nirenstein ambasciatore di Israele, il Brasile…

 

Renzi ok a Nirenstein ambasciatore di Israele, il Brasile...
Fiamma Nirenstein, nuovo ambasciatore di Israele a Roma

Il Governo israeliano ha nominato ambasciatore in Italia la giornalista italiana Fiamma Nirenstein, nata a Firenze e cresciuta in Italia, da alcuni lustri usa passare vari mesi l’anno nella colonia israeliana di Gilo, che in quanto sorta su territori palestinesi sottratti d’autorità ai suoi legittimi proprietari palestinesi è ritenuta illegale dall’Onu e dal diritto internazionale. Nel 2013 Nirenstein ha chiesto e ottenuto la cittadinanza israeliana, conservando quella italiana. Alla quale dopo la nomina ad ambasciatore si è detta disposta a rinunciare.
Nirenstein nel biennio 1993-94 è stata responsabile dell’Istituto della Cultura Italiana con sede a Tel Aviv. Eletta nel 2008 deputato nel parlamento italiano nelle file del Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi, Nirenstein fino al marzo 2013 è stata vicepresidente della commissione Esteri. Motivo per cui gode della conseguente pensione di ex parlamentare. Tempo fa Eugenio Scalfari, titolare da ben 42 anni di una pensione da ex parlamentare in quanto deputato dal 1968 al 1972, ha spiegato sul giornale La Repubblica che si tratta di una pensione alla quale per legge non si può rinunciare, come gli è stato chiarito quando ha chiesto l’esonero da quel suo vitalizio. Se ne deve dedurre che di quell’appannagio Nirenstein goda tuttora e che, a meno di una legge ad personam, continuerà a goderne anche nei panni di ambasciatore in Italia di un Paese straniero.
Iscritta all’albo dei giornalisti italiani, Nirenstein è stata inviato per il Medio Oriente prima per il quotidiano La Stampa, poi per il quotidiano Il Giornale e per il quotidiano telematico L’Occidentale, sul settimanale Panorama scrive regolarmente di politica internazionale e ha inoltre scritto anche per Epoca, L’Espresso, L’Europeo e Paese Sera. Prima di diventare berlusconiana e poi oltranzista più a destra perfino di Netanyahu, Nirenstein ha militato nella sinistra, spostandosi man mano dal gruppo extraparlamentare Lotta Contina al Partito Comunista Italiano.
Nel 2005 ha ideato e condotto il programma di politica estera Ore diciotto/Mondo su Rai2. Nel 2006 ha infine partecipato insieme a Toni Capuozzo e Magdi Allam al programma televisivo Orient Express su Canale 5. Essendo nata nel 1945, in età quindi pensionabile, è probabile che Nirenstein goda anche di una pensione erogata dall’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (Inpgi).

Quando venne eletta deputato italiano, il giornale israeliano Ha’aretz la intervistò facendo notare che era la prima colona israeliana eletta in un parlamento, anche se non israeliano. E Nirenstein ci ha tenuto a pubblicare la sua intervista nel suo blog, con il poco modesto sottotitolo “Nirenstein fa la Storia”.

La nomina di Nirenstein come ambasciatore di Israele in Italia è stata preannunciata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, che è anche il titolare degli Esteri del suo Paese, al nostro primo ministro Matteo Renzi, suo ospite a cena, durata ben quattro ore, nel corso della visita in Israele del nostro capo del governo lo scorso giugno. Stando ad autorevoli indiscrezioni, Renzi ha avallato la scelta comunicatagli dal suo anfitrione.

La scelta pare dettata dalla volontà di mettere il mondo di fronte al fatto compiuto della realtà delle colonie israeliane in terre sottratte ai palestinesi, infischiandosene dell’Onu e quant’altro. Netanyahu infatti ha nominato ambasciatore in Brasile il noto colono di origine sudamericana Dani Dayan. In Brasile però una reazione c’è stata: è infatti iniziata una raccolta di firme per una petizione popolare che chiede al governo brasiliano di non concedere il proprio gradimento a un ambasciatore che risiede in una colonia ed è un leader dei coloni israeliani, tra i quali oltretutto si è scoperto che alligna un estremismo sfociato di recente in atti terroristici a danno dei palestinesi, tra i quali l’incendio di una casa che ha provocato la morte anche di un bambino di 18 mesi.

Renzi non ha neppure protestato per l’arresto del giovane italiano Vittorio Fera reo di avere ripreso la violenza di un militare israeliano superarmato contro un bambino di 12 anni che oltretutto aveva un braccio ingessato. Fera è stato rilasciato solo dopo il pagamento di una cauzione.

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