Sardegna era covid free, colonialisti del nord hanno importato il virus: senza mascherina già sull’aereo

di Pino Nicotri
Pubblicato il 15 Settembre 2020 11:54 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2020 11:54
Sardegna era covid free, colonialisti del nord hanno importato il virus: senza mascherina già sull'aereo. Nella foto Flavio Briatore

Sardegna era covid free, colonialisti del nord hanno importato il virus: senza mascherina già sull’aereo. Nella foto Flavio Briatore

Non solo i balli e le feste affollate con gente ammassata senza mascherina al Billionaire di Flavio Briatore.

 
I turisti che arrivano in aereo hanno un accento tra il bresciano, il milanese e il bergamasco. L’accento cioè dell’epicentro del terremoto da coronavirus che ha squassato il BelPaese e gli dà ancora filo da torcere. Ma andiamo per ordine.
 
La Sardegna, con conseguenze negative sul turismo, sta passando per untore del Covid-19 grazie a comportamenti irresponsabili di imprenditori non sardi e affollamenti anch’essi non di sardi, ma prevalentemente di romani e lombardi, nei famosi locali per ricchi o almeno benestanti della Costa Smeralda e di Porto Rotondo come il Billionaire di Briatore. 

La catena del covid in Sardegna 

Colpito dal Covid, ricoverato al S. Raffaele di Milano, in quarantena a casa della signora Daniela Santanchè, Flavio Briatoreè tornato di recente nella “sua” Montecarlo. Come è noto, Briatore è sospettato di avere trasmesso la sua malattia a Silvio Berlusconi, dimesso anche lui di recente dal S. Raffaele, che a sua volta l’ha contratta assieme alle figlie Marina e Barbara.  
 
Insomma, dato il mix di personaggi (ricchi e) famosi, eroi delle cronache e dei pettegolezzi di ogni tipo, un battage immenso. Del quale sta facendo le spese la Sardegna. E così il governatore Christian Salinas ha deciso di imporre a chiunque arrivi nell’isola il tampone o altri test per accertare se è positivo.
 
Accertamenti da fare nelle  48 ore prima di partire per la Sardegna o nelle 48 ore dopo esserci arrivati, in questo secondo caso viene anche imposto l’isolamento fiduciario finché non arriva il responso dei test.
 
Eppure il 3 settembre, a polemiche e clamori ancora in corso per i positivi al coronavirus del Billionaire e del casato Berlusconi, negli aerei diretti in Sardegna non mancavano gli strafottenti. A giudicare dall’accento, sicuramente lombardi. E non mancavano neppure sul volo Cagliari/Bergamo Orio Al Serio del 10 settembre. A giudicare dall’accento, questa volta direi romani. 

Sul volo EasyJet

Sul volo della EasyJet Milano Malpensa/Cagliari EJU2875 delle ore 10:30 c’erano almeno i passeggeri dei posti 13A, 13 B e 13F, due dei quali a lato del corridoio, che fin da quando hanno messo piede in aereo non hanno smesso di parlare animatamente con la mascherina sul mento, cioè con naso e bocca ben liberi.
 
Chi viaggiava con me, nella fila 10, vicina alla fila dei tre ciarlieri, per non farmi passare per “il solito rompicoglioni” mi ha sconsigliato di chiamare il personale di bordo, ma  dopo una ventina di minuti, e qualche video fatto col telefonino,  meravigliato che non reclamassero neppure i vicini della fila 13, non ho resistito. Mi sono alzato e nonostante mi facessero segno di restare ancora seduto ho raggiunto la hostess e lo steward seduti in coda all’aereo, e ho segnalato la faccenda aggiungendo:
 
“Oltretutto hanno l’accento della zona più tragicamente colpita dalla pandemia. Può esserci il rischio che durante il volo impestino i passeggeri”. 
 
Dopo pochi minuti è stata la hostess a invitare cortesemente i tre irresponsabili a “indossare correttamente la mascherina”. Ma appena la hostess se n’è andata i tre hanno ricominciato come se niente fosse. L’invito è stato reiterato, sempre inutilmente, e a un certo punto è intervenuto con l’altoparlante direttamente il comandante dell’aereo a invitare, con voce ferma, a indossare come si deve la mascherina, cioè sulla bocca e sul naso, chiarendo che “Si tratta di un obbligo, non di un optional”.  
 
Come avere parlato al muro. A un certo punto la hostess è tornata alla fila 13 ed è stata decisa e chiara:
 
“E’ la quinta volta che vi invitiamo a rispettare l’obbligo di indossare correttamente la mascherina. Invito che avete già sentito in aeroporto e poco dopo essere saliti a bordo.  Se continuate così, a non indossare correttamente la mascherina, dovremo chiamare la polizia da farvi trovare appena arrivati a Cagliari”.
 
Finalmente i tre hanno smesso di fare i sordi. Ma ogni tanto la mascherina in particolare di chi occupava il posto 13 A, evidentemente già usata non poche volte e quindi un po’ slabbrata, lasciava libero il naso e a volte anche la bocca, ricoperti entrambi senza fretta. 
 
Visto che lo scatenarsi con crescendo rossiniano per mesi di notizie allarmiste di ogni tipo ha finito col creare qualche timore anche in me, e visto che nessuno poteva né può garantire che quei tre fossero sani come pesci e neppure portatori sani del maledetto coronavirus,  ho deciso di cautelare me e chi viaggiava con me rendendo noto via mail PEC a EasyJet quanto accaduto.
 
Ecco il testo della mia mail, avente Oggetto molto chiaro: “Passeggeri senza mascherina sul volo Milano / Cagliari EJU2875 delle ore 10:30 di oggi”. 
 
“Buongiorno! I passeggeri della fila 13 e posti A, B, F nonostante ben cinque richiami delle hostess  fatti di persona e altri avvisi tramite altoparlante in aereo hanno continuato a parlare animatamente per almeno 40 minuti con le mascherine abbassate sotto il naso e la bocca. Solo dopo che al quinto invito una hostess ha minacciato l’intervento della polizia una volta arrivati a Cagliari i tre si sono decisi ad alzare la mascherina sopra il naso, ma tuttavia spesso nella foga del parlare la mascherina, chiaramente già molto usata, scopriva il naso. Che veniva ricoperto senza fretta. 
Col telefonino ho realizzato dei video che DOCUMENTANO il comportamento dei passeggeri della fila 13 con i posti sul corridoio. Comportamento particolarmente allarmante perché i tre avevano un chiaro accento lombardo e il passeggero del posto 13F aveva un accento che mi è parso bresciano/bergamasco. Devo ricordare che la Lombardia e in particolare il  Bergamasco sono stati l’epicentro del dilagare della pandemia del Covid-19. Se anche uno solo dei tre passeggeri in questione fosse positivo al Coronavirus del Covid-19 avrebbe avuto modo di infettare non pochi passeggeri.
Spero che i tre fossero sani come pesci e che non abbiano contagiato nessuno, ma in caso di contagi avvenuti in aereo durante il volo in questione EasyJet sa già dove cercare le responsabilità. 
Cordiali saluti”.
 
Al ritorno, il giorno 10 con il volo della Ryanair FR7749 delle 19:40, qualcuno in fondo all’aereo – con accento questa volta leggermente romano – prima del decollo ha spazientito una hostess per assenza della mascherina su naso e bocca, prendendosi un rimprovero: 
 
“Per cortesia, indossi correttamente la mascherina e si sieda. Deve stare seduto e con la mascherina su bocca e naso”.
 
“Ma volevo solo chiedere di poter bere dell’acqua”, ha protestato il passeggero.
 
“La chieda chiamando il personale con l’apposito bottone sopra di lei, ma intanto resti seduto al suo posto e con la mascherina”, ha detto e ripetuto la hostess. Che con maggiore decisione della collega della EasyJet ha voluto chiarire:
 
“Indossare la mascherina  è un obbligo. Chiunque è libero di rifiutare di indossarla, certo. Ma allora deve scendere dall’aereo adesso.  Deve scendere subito. E anche durante il volo chiunque è libero di non indossarla. All’atterraggio però gli faremo trovare la polizia a prenderlo in consegna per i dovuti provvedimenti”.
 
POST SCRIPTUM
Dal 3 al 10 ho girato, non da solo ma in compagnia, per la Sardegna sia lungo il mare che all’interno. In TUTTI i posti dove  siamo entrati, stazioni, bar, treni, pullman, uffici, ristoranti, farmacie, supermercati, negozi vari, a chiunque entrasse e non indossasse già la mascherina veniva ricordato gentilmente, ma con fermezza, da un addetto fermo alla porta l’obbligo di indossarla fin da PRIMA di entrare. E non ho mai visto nessuno sgarrare, né del pubblico né degli addetti. 
 
Insomma, capisco bene la reazione della Regione a firma Solinas. La Sardegna non merita neppure un po’ di dover pagare per i comportamenti irresponsabili di qualche imprenditore e di turisti strafottenti. Che oltretutto non sono neppure sardi e in Sardegna ci vanno come fosse non una regione ma una colonia,  dove comportarsi in modo fin troppo disinvolto. Da europeo padrone.