Vaccini arma fondamentale nella guerra al coronavirus; Aldo Ferrara chiarisce e mette i puntini su molte i

di Pino Nicotri
Pubblicato il 4 Luglio 2021 20:51 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2021 20:51
https://www.blitzquotidiano.it/opinioni/coronavirus-terapia-intensiva-italia-3161578/

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Il professor Aldo Ferrara non ha certo bisogno di presentazione per i lettori di Blitz, che su di lui hanno letto vari nostri articoli su vari temi, compresa l’attuale pandemia da Covid-19, ma per gli eventuali nuovi lettori riassumiamo in breve le sue qualifiche:  docente fuori ruolo di Malattie respiratorie alle Università di Milano e Siena, specialista in malattie respiratorie, tisiologia e fisiopatologia respiratoria, executive manager dell’European Research Automotive Medicine, componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale, nonché saggista ed editorialista di giornali e TV in tema di salute e sicurezza stradale. 

Poiché abbiamo saputo che ha appena terminato di scrivere un nuovo libro, ne approfittiamo anche per chiedere a Ferrara di fare il punto sulla situazione della pandemia in Italia e annesse prospettive.

Professore, lei ha appena licenziato un nuovo lavoro. Di cosa si tratta? Quando sarà pubblicato e da chi?

In questo annus horribilis, assieme ad altri Autori e Coautori di primo spessore scientifico, ci siamo dedicati a dare assetto alla materia ambientale, dando una specificità in termini delle questioni che essa interessa. Ne è scaturito un Trattato di circa 850 pagine, quel tipo di volume difficile da leggere perché inscritto nei testi di studio universitario et ultra ( dottorato). Tuttavia esso ha la pretesa di dare  ordine alle tante notizie che sul web circolano con una velocità tanto eccessiva quanto priva di consistenza. Abbiamo cioè cercato di fare Formazione anziché Informazione destinata a morire il giorno dopo. 

Il Volume consta di 4 parti, la parte generale che fa giustizia delle tante notizie su cambiamento climatico, anidride carbonica e inquinanti, affidati a chimici dell’Università di Milano e fisici  dell’ISPRA.

La seconda parte riguarda le malattie da inquinanti, debitamente inquadrate, il danno su cuore, polmone, sistema digestivo, endocrino e riproduttivo. La terza parte è affidata agli Urbanisti guidati dal Rettore di Brescia Prof. Tira che indicano il futuro della città, la nuova concezione di mobilità urbana e la transizione verso la vettura elettrica, ancora ricca di incognite.  

La quarta parte è affidata ai giuristi che inquadrano la legislazione europea e italiana atta a sanzionare il reato ambientale, a qualificare le rispettive competenze degli Amministratori e infine chiudiamo con uno sguardo al vero Edificio Malato, il luogo di pena, che è diventato un luogo patogeno. Un lavoro che pone un tassello scientifico sul quale costruire la futura cognizione e ricognizione in tema di ambiente, lontano dal vuoto chiacchiericcio di tanti media.

– Di recente si è avuta notizia che i medici in quiescenza, cioè in pensione, ma iscritti all’Ordine, sono obbligati a vaccinarsi contro il Covid esattamente come i loro colleghi ancora in attività. Chi ha stabilito di dare tale ordine?

 L’obbligo vaccinale nasce dal Decreto Legge 44/21 che all’art. 4 dichiara che tale obiettivo di salute pubblica consiste nel“…fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza”. 

Tuttavia l’obbligo è stato trasformato in prescrizione generale e astratta che, per apparire minimamente ragionevole, dovrebbe quantomeno essere commisurata a una valutazione epidemiologica condotta in concreto e caso per caso da parte delle ASL locali, magari in collaborazione con il Medico competente aziendale. Non solo ma è stato decretato un obbligo ad personas senza considerare che altri Gruppi lavorativi dovrebbero rientrare nell’obbligo come statuito dal T.U. 81/2008 sulla tutela dei lavoratori. Indicare solo una o alcune categorie all’obbligo vaccinale dà il segno di incertezza: o c’è reale necessità e allora vale per tutti, nessuno escluso, o altrimenti si segna il percorso della navigazione a vista.

– Ma è vero che i medici obbligati a vaccinarsi devono firmare una manleva, con la quale se gli capita qualcosa di male non hanno diritto a nessun risarcimento?

Da non giurista, trovo una discrepanza. Il Consenso informato che ciascuno deve (o dovrebbe) firmare all’atto della vaccinazione solleva da ogni responsabilità l’esecutore materiale della vaccinazione ma sembra sia applicabile anche a chi ha imposto la vaccinazione e soprattutto alla Ditta che ha fornito il vaccino. Questo rientra nella distinzione tra chi è obbligato come alcune categorie lavorative e chi non lo è. Dunque esiste una discrasia tra cittadini, e a me sembra, da non costituzionalista, che si leda il principio di equità tra cittadini ( art. 3 della Costituzione). E tutto questo non è mai avvenuto per latre vaccinazioni, come quella anti-polio, assai grave che ha richiesto l’obbligo.

Firmando quel consenso informato si solleva chiunque dalla responsabilità e difficilmente si avrà, in caso di danno da vaccino, indennizzo alcuno. Questo è previsto  da due Leggi, la L.210/92 e sue integrazioni (legge n. 238 del 25 luglio 1997, legge n. 362 del 14 ottobre 1999) – Il soggetto danneggiato percepisce un assegno bimestrale per tutta la vita con importi che variano da un massimo di 7.533/anno a un minimo di 6.581/anno – e infine la legge n. 229 del 29 ottobre 2005). In questa ultima è stato introdotto un ulteriore indennizzo notevolmente superiore rispetto a quello previsto dalla legge n. 210/92, al quale si somma, ed è corrisposto “per la meta al soggetto danneggiato e per l’altra meta ai congiunti che prestano o abbiano prestato al danneggiato assistenza in maniera prevalente e continuativa” (art. 1, legge 229/2005). Ergo queste due leggi dimostrano che:

1-    il danno è riconoscibile e riconosciuto 2- il danno è risarcibile 3- e anche il danno è evitabile con maggiori accortezze operative. Perché non applicare i medesimi concetti alla vaccinazione di massa attuale?

2-    Per fare presto stiamo facendo male. In molte città la vaccinazione si può prenotare in farmacia. Io l’ho fatto, chiedendo se ci fosse un medico a farla, invece risultano abilitate infermiere scelte, come i caporali, e quindi ho dovuto desistere non sentendomi protetto e godendo, da sempre, di iperreattività bronchiale (e non solo). Quando si verificherà  il primo schock anafilattico in farmacia, allora si griderà allo scandalo!

– Ma è assurdo! Ti impongono un obbligo a fare una cosa e non si assumono la responsabilità dell’obbligo che impongono?

Se la vaccinazione fosse obbligatoria per tutti non ci sarebbe nessuna necessità del consenso informato. Sarebbe un obbligo di legge, punto. Ma è la differenziazione indiscriminata senza opportune correzioni che fa specie. Una sorta di differenziazioni tra classi di cittadini.

– Che succede se un medico in pensione rifiuta di vaccinarsi?

Nessun medico in scienza e coscienza potrebbe rifiutare una vaccinazione sicura e consolidata. Tuttavia questa vaccinazione di massa, indiscriminata con poche possibilità di screening dei soggetti a rischio vaccinazione, affidata a un generale, con un supporto di un CTS in cui non ci sono Clinici ma Epidemiologici ben lontani dalla clinica nella loro forma mentis, è una vaccinazione atipica che richiede criteri diversi da quelli standard.. Tuttavia va detto che anche i medici hanno la loro età in anagrafe e spesso sono impossibilitati da altre comorbilità a vaccinarsi. Questa “militarizzazione” mostra le sue pecche e impedire a un medico di fare il suo lavoro appare eccessivo. Militarizzino anche le altre categorie a rischio.

– Quest’anno, come l’anno scorso, con l’arrivo dell’estate la pandemia pare scomparire. Riesploderà di nuovo in autunno e inverno?

 Ogni pandemia ed epidemia  risentono di fattori climatici, della latitudine in cui si trovano i luoghi pandemici e di altri fattori di rischio diffusivo come quello dell’aggregazione sociale. Con l’inverno, la riapertura delle scuole, cinema, teatri, ristoranti, le aggregazioni saranno sempre più fitte e il rischio sarà ovviamente maggiore.

– Quante varianti sono state accertate e quali sono quelle arrivate in Italia?

 Il rischio variante è insito nella diffusione virale, bisogna verificare la mappatura e soprattutto qualificare le forme cliniche espresse dalle nuove varianti. Purtroppo si parla di problemi che cominciamo solo a conoscere da pochissimo tempo, quindi senza esperienza clinica diretta. Nessuno ha il coraggio di affermare che la nostra mancanza di conoscenza sulla materia va migliorando di giorno in giorno ma siamo ben lontani dal sapere tutto.

– Il generale Figliuolo ha davvero condotto al meglio e risolto la campagna vaccinale o c’è qualcosa che non va? Ha compiuto qualche errore?

Beh mettiamoci nei suoi panni, sta facendo il suo meglio, la responsabilità di alcuni errori non è solo a lui imputabile.

– Il governatore della Campania De Luca ha chiesto polemicamente se si deve dare retta ai medici o a Figliuolo, visto che in fatto di vaccini a volte la pensano, e agiscono, in modo diverso.

È il risultato dell’onda mediatica che è stata prima eccitata e poi è diventata tsunami. Hanno consentito che media ed altri formulassero sentenze senza esserne abilitati. Così ci siamo ritrovati con un bombardamento quotidiano di notizie inesatte e fuorvianti. Ora è impossibile rimediare.

– Non è ben chiaro quanti vaccini ci sono, quali sono quelli più efficati e quali i meno efficaci. Me lo spieghi per cortesia anche per fasce d’età.

La mia risposta non può dunque essere breve. Andiamo per ordine.

I vaccini sono tutti dedicati alla stimolazione di anticorpi versus la proteina Spike, il rostro di aggancio del virus. Alcuni a Rna modificato ( Moderna e Pfeizer Comirnaty ) altri a vettore virale attenuato ( AstraZeneca o Vaxzevria, Johnson della Janssen, Sputinik, et altri.

Per i primi, il piccolo segmento di mRNA del virus è inserito all’interno di microscopiche vescicole lipidiche che, fondendosi con le cellule umane, lo conducono all’interno della cellula. Qui, il segmento di mRNA virale avvia la produzione temporanea delle proteine Spike che, riconosciute come estranee, stimolano la risposta immunitaria, con l’attivazione dei linfociti e la produzione di anticorpi.

Per i secondi a vettore virale si utilizzano gli adenovirus per fare arrivare all’interno delle cellule umane il frammento di DNA che contiene le istruzioni per produrre la proteina Spike presente sulla superficie del virus del COVID-19. Gli adenovirus utilizzati come trasportatori sono stati resi incapaci di replicarsi e quindi non possono diffondersi nell’organismo.

Leggiamo i resoconti dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). A proposito dell’impiego di Vaxzevria  cosi recita: “L’Agenzia Italiana del Farmaco aggiorna gli operatori sanitari sui punti emersi dalla valutazione del rischio di insorgenza di sindrome da perdita capillare dopo vaccinazione con:

Nei primi giorni successivi alla vaccinazione con Vaxzevria, sono stati segnalati casi molto rari di sindrome da perdita capillare (CLS). In alcuni casi era presente una storia clinica di CLS. È stato riportato un caso con esito fatale.
o   Vaxzevria è attualmente controindicato nei soggetti che in precedenza hanno presentato episodi di CLS.  A questi effetti collaterali, comunque sufficientemente rari, va associato il concetto base: quanto sono efficaci? E l’AIFA risponde così. “Complessivamente l’efficacia vaccinale di Vaxzevria è risultata pari al 59,5% nel prevenire la malattia sintomatica. Nei partecipanti che presentavano una o più comorbilità, l’efficacia del vaccino è stata molto simile (58,3%)”.

La relativa efficacia dunque di questi vaccini porta alla conclusione che per ottenere una maggiore produzione anticorpale finiremo per fare tre dosi. Ma la domanda è: poiché il sistema immunitario è come le impronte digitali e differisce individualmente, è anche possibile che un soggetto non sarà mai capace, quali che siano le stimolazioni vaccinali a produrre anticorpi? Logica scientifica e clinica impone che ogni persona sia valutata nel suo tasso anticorpale e che al medico spetti la decisione se insistere o meno.

Quanto al resto, nessuno parla di trattamento terapeutico, utilizzo dei MAB etc. Il SARS-2 si può curare nei casi non gravissimi che richiedono ospedalizzazione. Io ho curato 18 nuclei familiari con trattamenti usuali, non invasivi e perfettamente tollerati fino alla guarigione completa. Poi c’è la questione genetica. Ne parla spesso il nostro massimo genetista Giuseppe Novelli. Ci sono soggetti che, senza altre patologie, tendono ad ammalarsi seriamente. Non godono di una prima difesa che è l’interferone. Vanno valutati caso per caso e le condizioni date escludono che si possa fare.Il trattamento con Monoclonali (MAB) è il futuro ma sembra che le incentivazioni alla ricerca siano poche.

– In conclusione? 

In conclusione il virus è curabile tranne in una percentuale bassa di casi che vanno ospedalizzati per un monitoraggio dei dati vitali e minima in pochi soggetti da terapia semi- o intensiva. Sulla utilità del vaccino nessun dubbio. Ma i soggetti devono essere monitorati per verificare la reale loro capacità anticorpale. Si dirà: è una vaccinazione di massa e non si può fare. Io replico: la Clinica è Clinica e va sì rispettata, ogni malato è un caso a sé. La medicina di base sta mostrando in questo momento e su questo argomento le sue enormi difficoltà.

Quanto alla distribuzione di vaccini per età, ci sono probabilità di incorrere in piccole reazione avverse con tutti i vaccini ( sopore, dolenzia alla parte, astenia) o reazioni iperergiche più serie o patologie dell’endotelio, riconosciute queste dall’AIFA. Come si fa a prevederle è leggere nella palla di vetro tuttavia un indizio lo abbiamo già dato: prima di vaccinarsi, il controllo del quadro immunoglobulinico ci offre molte informazioni.