Agcom, Comitati processi tv e minori ancora in coma profondo

di Pierluigi Roesler Franz
Pubblicato il 24 Novembre 2014 16:05 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2014 16:07
Agcom, Comitati processi tv e minori ancora in coma profondo

Agcom, Comitati processi tv e minori ancora in coma profondo

ROMA – Cosa succede all’Agcom? I Comitati “Processi in Tv” e “Media e Minori” non stanno troppo bene. Anzi, sembrano essere ancora in coma profondo. Inutile anche la denuncia di Remigio del Grosso, Vice Presidente Comitato Media e Minori del Ministero dello Sviluppo Economico, con i processi in tv che dilagano sui delitti di Elena Ceste, Yara Gambirasio, Sarah Scazzi e ancora Roberta Ragusa.

Attendere non è più possibile con le continue violazioni delle Carte deontologiche della categoria, come la Carta dei Doveri del giornalista e il Codice della privacy oltre al connesso esercizio abusivo della professione di giornalista da parte di conduce queste trasmissioni senza possedere il tesserino dell’Ordine. Ora il Consiglio nazionale dell’ordine dei Giornalisti deve intervenire, perché ritengo ormai non più dilazionabile una ferma presa di posizione nei confronti dell’Agcom sulla questione.

Nonostante il Codice di autoregolamentazione sia in vigore ormai da 5 anni e valga per tutte le tv tranne Sky e Telenorba di Bari si è tornati, purtroppo, da mattina a sera su molte reti televisive ad un vero e proprio bombardamento senza tregua di notizie, inchieste, filmati (persino con l’uso di un drone) e ricostruzioni di delitti come quelli di Elena Ceste, Sarah Scazzi, Yara Gambirasio o di Roberta Ragusa, nonostante siano anche coinvolti minori senza che i 2 Comitati domiciliati presso l’Agcom si riuniscano più da circa 2 anni e prendano adeguati provvedimenti.

Il campionario di casi poi è vastissimo e documentato e vi offro solo alcuni spezzoni dei filmati tv che dimostrano la gravità della situazione. Tra le trasmissioni c’è Pomeriggio Cinque, in onda su Canale 5 e  condotta da Barbara d’Urso, già giornalista pubblicista cancellatasi dall’Ordine del Lazio per non esserne radiata, in quanto testimonial di spot televisivi vietati dalla Carta dei Doveri del Giornalista. Con lei il  giornalista professionista Giangavino Sulas, iscritto all’Ordine della Lombardia, e le giornaliste professioniste Laura Magli, Benedetta Delogu e Alessia Gabrielli, iscritte all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.

E le puntate, solo alcune quelle che vi allego, sono prove da non sottovalutare:

Puntata dell’11 novembre 2014; 

Puntata del 10 novembre 2014;

Puntata del 7 novembre 2014;

Puntata del 6 novembre 2014;

Puntata del 5 novembre 2014;

Puntata del 4 novembre 2014;

Puntata del 3 novembre 2014.

Non va meglio certo con la trasmissione Mattino Cinque, condotta da Federica Panicucci (non giornalista) affiancata dal giornalista professionista Federico Novella, iscritto all’Ordine della Lombardia e coadiuvata dalla giornalista professionista Ilaria Dalle Palle, iscritta all’Ordine della Lombardia.

Puntata dell’11 novembre 2014;

Puntata del 10 novembre 2014;

Puntata del 7 novembre 2014;

Puntata del 6 novembre 2014;

Puntata del 5 novembre 2014;

Puntata del 4 novembre 2014;

Puntata del 3 novembre 2014.

In pratica, nonostante che il Presidente della Repubblica avesse nel 2008 accoratamente chiesto di regolamentare il fenomeno dei processi in tv anziché nei tribunali, si è di fatto tornati al punto di partenza, cioè alla giungla.

Ora che intende fare l’Ordine? Vuol continuare a chiudere ancora gli occhi o vuole finalmente svegliarsi dal torpore? E allora altro non mi resta che invitare Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine, di inserire l’importante argomento all’OdG del prossimo Comitato Esecutivo e del successivo Consiglio Nazionale del 16-17 e 18 dicembre, e invito anche formalmente il Presidente dell’Agcom, professor Cardani a far riconvocare al più presto tutti i componenti dei 2 Comitati sopraindicati al fine di riportare in vita i 2 organismi oggi in coma profondo ed invitando nel contempo tutte le emittenti radiotelevisive e i giornalisti a rispettare comunque il Codice di autoregolamentazione, il Codice della Privacy, la Carta dei Doveri del Giornalista e la Carta di Treviso.

 Il relativo COMUNICATO STAMPA è scaricabile dal sito  mentre i precedenti inviti al Governo, rimasti anch’essi inascoltati, sono, invece, scaricabili da questo sito.

Il Libro bianco dell’AGCOM su media e minori è scaricabile dal sito dell’AGCOM.