Pil Italia al 2,1%, nel 2016 al 2,5: un po’ di ripresa secondo Confindustria

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 30 Gennaio 2015 6:39 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2015 18:47
Pil Italia al 2,1%, nel 2016 al 2,5: un po' di ripresa secondo Confindustria

Foto d’archivio

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “Un po’ di ripresa” anche sul suo sito Uomini e Business:

Dati i tempi è bene essere prudenti. Ma l’anno in corso potrebbe essere davvero l’anno in cui finisce la crisi che ci attanaglia da sette anni. Però va detto che c0minciano a girare cifre abbastanza ottimistiche sul nostro immediato futuro. La più scatenata è la Confindustria che fa circolare cifre straordinarie e che parla addirittura di ripresa dell’occupazione agli inizi di quest’anno.

Ma anche altri previsori sono diventati abbastanza positivi. La ragione è molto semplice. In questo momento ci sono due fattori che giocano a nostro favore. Il primo è il ribasso del prezzo del greggio, e questo dà certamente una spinta a un paese come l’Italia che deve importare tutto il suo fabbisogno energetico. Il secondo elemento è rappresentato dalla progressiva svalutazione dell’euro nei confronti del dollaro (c’è chi dice he si arriverà a 1 a 1). E anche questa è un’altra spinta.

Se lasciamo da parte le visioni forse un po’ troppo rosee della Confindustria (che ha l’aria di essere un po’ bipolare: ottimista o pessimista),ma rimaniamo sulle stime dei previsori dotati di cautela, si arriva a leggere che quest’anni dovremmo crescere dello 0,7 per cento. Non è molto, ma rispetto al -0,4 per cento dello scorso anno segnala un miglioramento di oltre un punto percentuale. Magari si sperava di uscire dalla crisi con più slancio, ma avendo fatto poco o niente, è già un bel risultato questo. Intendiamoci una crescita dello 0,7 per cento non ci mette ancora in un’area di sicurezza. Però è meglio avanzare, anche di un piccolo passo, che arretrare, come abbiamo fatto fino a ieri.

La questione si fa più interessante nel 2016, quando la crescita italiana dovrebbe superare l’1 per cento, attestandosi all’1,1. E qui vale quanto appena detto: non si tratta di crescita clamorose, ma è positivo che almeno non siano diminuzioni del Pil.

Notizie non tanto rassicuranti, invece, per quanto riguarda l’occupazione. I ricercatori della Ref, a differenza di quelli della Confindustria, sono molto più prudenti. Non parlano di una ripresa dell’occupazione già adesso. Anzi, fanno notare che nel 2014 il tasso di disoccupazione in Italia è stato del 12,7: quest’anno dovrebbe salire al 12,8 per cento. E nel 2016 (secondo anno di moderata ripresa economica) dovrebbe tornare al 12,7 per cento.

Si capisce, insomma, che la ripresa, anche se dovesse davvero arrivare, si annuncia troppo debole per dare una scossa all’occupazione e per provocare la creazione di nuovi posti di lavoro.