Polvere di stelle alle Amministrative: a Parma i grillini non esistono più, Conte ‘ndo vai?

Polvere di stelle alle Amministrative: a Parma i grillini non esistono più, Conte ‘ndo vai se la banana non ce l’hai?

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 15 Maggio 2022 - 08:48
Polvere di stelle alle Amministrative: a Parma i grillini non esistono più, Conte ‘ndo vai?

Polvere di stelle alle Amministrative: a Parma i grillini non esistono più, Conte ‘ndo vai? Nella foto Pizzarrotti, sindaco di Parma

Polvere di stelle. Cantava Sordi nel celebre film del ‘73: “Ma’ndo vai se la banana non ce l’hai”. E poi sullo slancio, sibillino e irriverente, con una goliardia tracimante: “Vieni con me/ te  la farò vede’”.

Le traversie di Conte, le sue entrate a gamba tesa, la sua (comprensibile quanto sterile  e infruttuosa) smania di visibilità e consensi, certificano la caduta dei Cinquestelle. O perlomeno le crescenti difficoltà e paure per le imminenti Amministrative (12 giugno). Di qui il link  richiamo automatico al film, se non altro per associazione di idee.  Partiamo dalla resa di Parma. 

NELLA CITTÀ DI VERDI NON ESISTONO PIÙ

Parma, la Stalingrado grillina – così la chiamava Beppe Grillo nel 2112 quando l’M5S rappresentava una realtà inarrestabile – ha svoltato. Basta Grillini. Di fatto i Cinquestelle non esistono più. Alle prossime Amministrative il movimento non si presenta neppure. Addio, fine della storia. Ricordate?

Dieci anni fa  Federico Pizzarotti vinceva al ballottaggio con il 60,2%. Clamoroso. Tutta Italia ne parlava, interrogandosi. Poi  la storica litigata del 2017 tra il sindaco e il comico. Morale: Pizzarotti si ripresentò da indipendente e ottenne il secondo mandato. Ma era già uscito dal Movimento dopo 7 anni proficui (2009-2016). Oggi Pizzarotti ha una sua lista (“Effetto Parma “), ha siglato un accordo con il Pd e sta alla finestra. Ha già dato.

LE TRISTI COMARI GRILLINE

Sono la Raggi e la Lombardi. Ora litigano  sul termovalorizzatore di Roma. È una rissa continua. Una rogna in più per Conte. Oltre alle Amministrative  – col Pd in 18 capoluoghi su 26 – c’è il dilemma “‘ndo  vado?”. È alleato di Letta e corteggia Salvini sulla guerra. Se la prende con Draghi ignorando quello che Supermario ha detto a Biden.

E cioè: abbassare i toni e battere la strada della diplomazia. E poi: “La nostra gente  vuole la fine di questi massacri, di questa violenza, di questa macelleria “.
E poi la chicca finale: “Sulle armi, mi sembra che nel Pd ci sia un inizio di riflessione. Io non mi sento isolato, la maggioranza degli italiani è con me “. Lo vedremo presto.