Renzi e Berlusconi, uniti da identico destino: ago della bilancia per non scomparire

di Bruno Tucci
Pubblicato il 7 Giugno 2020 8:55 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2020 8:55
Renzi e Berlusconi, uniti da identico destino: ago della bilancia per non scomparire

Renzi e Berlusconi, uniti da identico destino: ago della bilancia per non scomparire

Renzi e Berlusconi, stessa idea per sopravvivere. Potrà sembrare un paradosso, ma se andiamo ad analizzare con un certo distacco le vicende politiche italiane ci potremo accorgere che Silvio Berlusconi e Matteo Renzi hanno un unico obiettivo: essere determinanti per la sopravvivenza del governo. Lasciamo stare il patto del Nazareno e quello che ha voluto significare nell’evolversi dei vari avvicendamenti al vertice. E’ acqua passata e molti non vogliono più rievocarlo certi che una tale simbiosi non potrà più ripetersi.

Guardiamo ai giorni d’oggi. A Palazzo Chigi siede un uomo che è già al suo secondo mandato come presidente del Consiglio. Prima con una coalizione Lega-5 Stelle. Ora con una maggioranza giallorossa formata dai Grillini e dal partito democratico.

Nella sua prima esperienza di governo Conte non aveva grattacapi per il suo futuro da premier. Gli alleati erano forti nei numeri per non subire un tracollo. Ma il fatto è che l’unione non andava avanti, tanto erano diversi gli obiettivi dei due partiti.

Attualmente non è più così. La maggioranza si regge sul filo del rasoio e Conte deve sempre fare i conti con gli agguati che si nascondono dietro l’angolo. Ed ecco che per non lasciare vacante il posto di primo ministro, il premier non può fare a meno dei voti di Italia Viva, il partito di Renzi.

In maniera scaltra Matteo lancia ultimatum per ottenere risultati, scaglia accuse che sembrano determinanti per una crisi di governo, ma quando si è ad un passo dal crollo della maggioranza, fa marcia indietro e tutto si risolve. Altrimenti, se i suoi diktat fossero definitivi il governo cadrebbe e l’unica soluzione sarebbero le elezioni.

E’ a questo punto che nascerebbero i guai per Italia Viva. I sondaggi dicono che nel caso di una consultazione elettorale il suo partito non andrebbe oltre il tre per cento. Renzi non avrebbe più voce in capitolo.

Bene, Guardiamo a destra ora. Anche in questa circostanza i tre partiti che la compongono non hanno una precisa identità di vedute. Lega e Fratelli d’Italia sono in sintonia e vogliono a gran voce le elezioni. Forza Italia è ondivaga. Berlusconi tentenna, è un europeista convinto, si dice disposto a dare la fiducia al governo per il bene degli italiani.

Perché? Per il semplice motivo che anche il Cavaliere è ormai diventato una vecchia volpe del Palazzo. Se Conte un domani avesse bisogno dei suoi voti essenziali per non dimettersi ecco che il leader di Forza Italia si troverebbe nelle stesse condizioni in cui è oggi Renzi.

In grado di condizionare la maggioranza e di ottenere dal premier risposte positive ai suoi desideri. Insomma, il partito rientrerebbe a pieno titolo nelle stanze del potere. Circostanza che non avrà, sia se la situazione politica rimarrà quella che è oggi ; sia se in futuro il centrodestra diventasse maggioranza.

Con il suo 6-7 per cento quale piccola pozione di torta gli lascerebbero Salvini e Meloni? Senza contare – ed ecco il secondo obiettivo di Berlusconi – che anche in questo caso i suoi voti (stando sempre ai sondaggi) sarebbero determinanti per il centro destra. I due leader di Lega e Fratelli d’Italia non avrebbero infatti quella maggioranza necessaria per ottenere un incarico di governo.

Per questo – dicevamo all’inizio –  che i due hanno un obiettivo comune: quello di non scomparire a costo di fare da pendolo fra i due schieramenti politici italiani.