Serie A: Roma e Juve già in fuga. Milano ridimensionata, caso Napoli

di Renzo Parodi
Pubblicato il 22 settembre 2014 13:11 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 13:11
Serie A: Roma e Juve già in fuga. Milano ridimensionata, caso Napoli

Serie A: Roma e Juve già in fuga. Milano ridimensionata, caso Napoli

ROMA – “Squadra gioca come gioca suo centrocampo”: Vujadin Boskov (32, 11). Milan e Juventus si sono incaricate di verificare l’assioma. Madama a centrocampo ha valori assoluti (Pogba, Vidal, Marchisio), il Diavolo si aggrappa al dinamismo di Poli e Muntari e all’abnegazione di De Jong, in attesa dei piedini fini di Montolivo. Et voilà, l’1-0 è servito. Berlusconi lancia oscuri messaggi: “Io vado a Milanello tutti i giorni, ma se non fanno come dico io…”. Inzaghi abbozza e si consola.

Non tutti gli avversari saranno la Juve, anzi nessuno o quasi, tranne la Roma che ha tritato con disinvoltura il Cagliari che Zeman sta cercando di convertire al suo calcio allegro (ma non troppo, mister. Mi raccomando!). La coppia regina sarà quella tra Juve e Roma, come previsto da quando la prima boccia del campionato ancora non era rotolata in campo. Svaporato il lampo iniziale, Milan e Inter si sono autoridotte alla dimensione reale. La Beneamata ha regalato l’intero primo tempo al Palermo e caragrazia che Kovacic è riuscito a riequilibrare il vtantaggio iniziale dei siciliani (che papera, Vidic!). Nel finale Mazzarri ha osato addirittura le tre punte per agguantare la vittoria ma ha rischiato di lasciare al Barbera il punticino. Inbter rivedibile, in difesa ma anche in mezzo dove solo Guarin ha cantato e portato la croce.

Il caso del giorno è il Napoli, inciampato nella seconda sconfitta di fila ad Udine. Non male la prima ora di gioco ma dopo il vantaggio friuliano buonanotte, è sceso il buio. Benitez ha rinunciato in partenza a Callejon e Maerterns, scelta arrischiata che non ha pagato. Domanda per il presiedente De Laurentiis. Valeva la pena di disfarsi di Behrami e Pandev per ingaggiare Michu e David Lopez? Il feeling tra presidente e allenatore si incrina, quello tra società e tecnico col pubblico è già in pezzi. Difficile ipotizzare il futuro a breve, Benitez ha bisogno di fare risultati, non di chiacchiere. E’ caduta anche la Lazio, nella Genova rossoblù, vittima di un Perin stratosferico portiere del Genoa che ha negato alla truppa di Lotito almeno quattro gol in un primo tempo dominato. La testata vincente di Pinilla è una beffa, una squadra ambiziosa deve saper difendere il punto e la Lazio (in dieci per l’espulsione di De Vrji) non l’ha fatto.

La Fiorentina ha segnato il primo gol in campionato e si è portata a casa i tre punti da Bergamo. Kurtic, appena subentrato, ha ristabilito le gerarchie interne. Montella in queste tre gare aveva operato scelte discutibili (a Bergamo il trasparente Badelj) ma il vero guai sta davanti. Perso Rossi, Gomez è ancora un fantasma smarrito e c’è poco d’altro nelle salmerie viola alla voce attaccanti. Cuadrado non sembra più lui, Montella ha ammesso: ”E’ distratto” (sottinteso, dal mancato trasfertimento ad una biug europea) e insomma si tratta di tener duro, la Viola nella corsa al terzo posto ci sarà. L’Atalanta puà imprecare alla malasorte, il vivace Boakye ha mancato tre volte il gol per il classico soffio (Neto bravi e fortunato) ma la squadra c’è e a Bergamo darà dei fastidi a tutti. Il Torino (1 punto in tre gare) è caduto in casa, colpito e affondato da un Verona spavaldo che Mandorlini non ha snaturato, ad onta delle partenze eccellenti (Iturbe e Romulo). Erriraccio dal dischetto di El Khaddouri, sarebbe stato l’1-1 e in granata sarebbero vissuti tutti felici e contenti. Invece si prospettano tempi duri per la squadra e per Ventura. Qualcuno si era illuso che gli addii di Immobile e Cerci sarebbero stati indolori?

Buon punto in una partita mediocre per Sassuolo e Sampdoria, Mihajlovic si è molto arrabbiato per le molli movenze dei suoi, forse troppo cullati dagli elogi dopo il 2-0 al Torino. Gli emiliani hanno messo la classica pezza al devastante 7-0 subito dall’Inter ma il loro cammino, nonostante Zaza e Berardi, resterà in salita. Formidabile rimonta del Parma sul campo del ChievoVerona. Artefice e maestro Antonio Cassano, due gol e l’assist vincente a Coda. Il Chievo precipita, nonostante la vittoria di Napoli, ma attenzione questa squadra è abituata a lottare e non mollerà. Pari guerreggiato tra Cesena ed Empoli, nell’anticipo di sabato. Un punto per uno non fa bene a nessuno, era una partita da vincere per entrambe e la missione è fallita.