Doppia morale: franco tiratore dell’altro è “ribelle”, il tuo è “traditore”

di Riccardo Galli
Pubblicato il 16 Gennaio 2015 17:22 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2015 17:25
Doppia morale: franco tiratore dell'altro è "ribelle", il tuo è "traditore"

Elezione plenaria per l’elezione di Francesco Cossiga a presidente della Repubblica

ROMA – Il chi e il come dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica sarà determinato dal quanto, dal come e dal per chi alcuni grandi elettori in Parlamento voteranno in maniera difforme da quella indicata dal loro partito. Per capirci: Matteo Renzi dice: il Pd vota per…Quanti, come e per chi grandi elettori (deputati, senatori, delegati regionali) del Pd voteranno per un altro nome o non voteranno per quello indicato dal segretario premier? E quanti grandi elettori di Forza Italia non seguiranno le indicazioni di Silvio Berlusconi ma quelle di Raffaele Fitto e Renato Brunetta? E quanti di M5S si stuferanno di votare i candidati di Grillo/Casaleggio e cercheranno di votare per qualcuno che possa davvero essere eletto? Dall’incrocio, somma, accavallarsi, sottrazione, scontro di questi vettori dipenderà buona parte del chi siederà al Quirinale e del come al Quirinale salirà da presidente.

Nel gergo politico i grandi elettori (o i parlamentari durante qualsiasi voto segreto) che non seguono o contraddicono l’indicazione del partito di appartenenza si chiamano “franchi tiratori“. Franchi nel senso di liberi, sciolti da ogni obbligo. “Tirano” liberi, laddove il tirano è desunto, è lontana eco del “tirare” con arma da fuoco. Non c’è scandalo e non c’è errore nel fatto che esistano e si manifestino in Parlamento i “franchi tiratori”. I voti a scrutinio segreto sono lì per proteggere e rendere possibile questa libertà di voto a prescindere dal partito di appartenenza. In quasi tutte le Costituzioni liberali non c’è il cosiddetto “vincolo di mandato” secondo il quale un parlamentare deve votare come dice il partito altrimenti è “fuori”. La logica della rappresentanza parlamentare come una sola falange è antitetica allo stesso istituto dei parlamenti in una democrazia delegata. Non a caso la logica, e la pratica, dei parlamentari che votano come un sol uomo è più dei movimenti che dei Parlamenti. Berlusconi arrivò a dire che bastava votasse il capogruppo, gli altri neanche andavano conteggiati si perdeva tempo. Grillo e Casaleggio considerano anatema un “portavoce” che votasse in difformità al sacro blog. Per il Pci era turbamento profondo se un parlamentare lo faceva, forse deviazionismo?

Nei Parlamenti, nelle democrazie delegate i franchi tiratori e i voti segreti ci sono e spesso decidono. Così sarà anche stavolta: il vero e unico avversario di Renzi è il numero dei franchi tiratori targati Pd. Se sarà basso Renzi vince. Se sarà altissimo Renzi perde. Su scala ridotta vale per Berlusconi e pure per Grillo. Fin qui pura e assoluta normalità e senza scandalo politico alcuno.

Quel che fa un po’ scandalo, anzi non lo fa e questo è lo “scandalo”, è la doppia morale praticata dai politici ma anche e soprattutto dalla gente rispetto ai franchi tiratori. Se sono franchi tiratori dell’altro, dell’altro partito, dell’avversario, allora sono dei “ribelli”. Parola che rende omaggio al loro coraggio, alla loro autonomia. Parola che li complimenta e accarezza. Se invece sono franchi tiratori che vengono dal tuo partito, dal tuo schieramento, allora sono “traditori”, dei venduti che l’hanno fatto per bassi e infimi scopi. E’ la doppia morale degli integerrimi, dei cacciatori di inciuci, dei vigilantes della chiacchiera e non della cosa pubblica. E lo scandalo più grosso, enorme sia per la ragione che per la decenza, è che siano così tanti i predicatori, gli adepti e i fanatici della doppia morale.