Associazione a delinquere in Corruzione Italia Spa: fabbrica del voto a Grillo

di Riccardo Galli
Pubblicato il 13 febbraio 2013 15:42 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2013 15:43

ROMA – Mettiamoci nei panni di un italiano, uno qualsiasi non proprio dei più colti e informati, uno che magari domenica quell’altra deve andare a votare, uno come la gran parte degli altri, uno di noi. Un cittadino italiano insomma che in un giorno qualsiasi, orma ogni giorno che dio manda in terra trova… Scorrendo i quotidiani di oggi, o seguendo un tg qualsiasi, oggi proprio oggi 13 febbraio 2013 trova i seguenti titoli di prima pagina: “Associazione a delinquere alla Regione Lombardia” e “Corruzione internazionale in Finmeccanica come filosofia aziendale” e altro, altro ancora. Ormai è un rumore di fondo, il rumore che produce l’attività di Corruzione Italia Spa. Il rumore di fondo che fanno nel circolare quegli 80 miliardi, se sono solo 80, che la Corte dei Conto o Bankitalia o altri che la pesano assegnano alla corruzione italiana.

Notizie di giornata e di settimana: il governatore uscente della Lombardia, nonché candidato alla prossime elezioni politiche, è coinvolto in una vicenda di tangenti, favori e altre amenità che la magistratura descrive come associazione a delinquere organizzata e gestita dallo stesso Roberto Formigoni, questa almeno è la formale accusa della magistratura. E la Lombardia è  la Regione più economicamente e politicamente ‘pesante’ del nostro stivale. E Formigoni è del Pdl e il Pdl sostiene Roberto Maroni a diventare governatore della Lombardia al posto di Formigoni.

Notizie: arrestato il capo supremo di Finmeccanica, un’azienduccia da 70 mila dipendenti, accusato di corruzione internazionale sistematica e sistemica. Secondo l’accusa Giuseppe Orsi non solo piazzava i suoi prodotti all’estero mediante tangenti ma considerava tangente parte integrante del suo lavoro, quella “indiana” poi avrebbe varcato ogni proporzione conosciuta: 51 milioni su una commessa di circa 550, il 10% dove di solito si paga tra il 3 e il 4 per cento. E Giuseppe Orsi, lo sanno anche i sassi, diventa quel che è in Finmeccanica anche per l’esplicito appoggio della Lega Nord e di Giulio Tremonti ai tempi in cui Lega e Tremonti erano il governo. E Tremonti   è ora il candidato premier della Lega di Maroni che è alleata in colazione elettorale con Silvio Berlusconi.

Notizie di appena ieri: Mps, la terza banca italiana gelosamente gestita dal ramo senese del Pd, è coinvolta in uno scandalo e i sui ex vertici hanno anche loro i loro guai, e che guai con la giustizia: soldi nascosti, soldi fatti sparire, soldi arraffati. Gestione diciamo discutibile  della centenaria banca senese. Gestione che manda in fumo ufficialmente poco meno di un miliardo di euro ma sono di più. Gestione e storia dalla quale il Pd nazionale, Bersani in testa, si chiama fuori. Ma tutti gli altri glielo ricordano eccome che Mps se non era proprio roba sua, era di sicuro roba dei suoi amici. E il Pd cosa fa? Toccato sul vivo e sul molle ricorda la banca del Nord fallita che era tutta della Lega e quella toscana chiusa d’imperio che era di Denis Verdini.

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Notizie: l’Ilva, cioè la siderurgia italiana. Altra azienduccia bloccata perché accusata con il suo inquinamento di uccidere letteralmente la popolazione di Taranto. Francesco Manacorda su La Stampa stende provvisorio e incompleto elenco dei luoghi della produzione illegale o accusata di essere tale: Finmeccanica, Eni, Saipem, Mps, Fonsai…Associazione a delinquere in Corruzione Italia Spa: lassù in alto, questo legge e rilegge ogni giorno da giorni un italiano qualsiasi. Lassù in alto e anche più giù: a Roma un noto avvocato d’accordo con pubblici medici, d’accordo con psichiatri pagati con denaro pubblico, d’accordo con il padrone, pardon imprenditore di una clinica, per la modica somma di 70mila euro garantivano a chi era finito in galera il pacchetto tutto compreso: certificato medico per uscire dal carcere ed essere ricoverato, perizia e certificato per essere mandato dalla clinica a casa. Notizie di oggi e di ieri e c’è da star sicuri, anche di domani. Allena l’altro ieri c’erano le notizie di Batman-Fiorito, Lusi, Belsito…

Tra nemmeno due settimane si vota, che effetto fa, se fa effetto, il quotidiano bollettino dell’attività di Associazone a delinquere Corruzione Italia Spa? Sostengono in molti che l’italiano, sfortuna sua, sia ormai abituato a questo tipo di notizie e che quindi, di conseguenza, l’ennesima tornata di arresti, avvisi di garanzia e sequestri non inciderà sulle sue scelte elettorali. Tesi purtroppo non del tutto campata in aria in un Paese come il nostro dove la probabilità di aver fatto il callo al marcio è effettivamente concreta. Ma tesi che forse per la prima volta si scontrerà, domenica 24 e lunedì 25 febbraio, con la presenza sulle schede di almeno una possibilità di ribellarsi e insieme fuggire. Il voto per Grillo, insieme ribellione alla realtà e fuga dalla realtà. Non il primo a presentarsi come nuovo e geneticamente alternativo alla politica, il primo fu Berlusconi nel ’94. Grande successo e grande seguito, e dopo 20 anni di berlusconismo antitetico alla vecchia politica, ma mai come in questo periodo il sentimento dell’antipolitica è stato forte nel Paese. Forza che ora si chiama Beppe Grillo.

La corruzione, certificano gli studi, costa all’Italia, cioè agli italiani, la bellezza di 80 miliardi l’anno. Un mare di denaro che nella testa e nell’immaginario dell’elettore medio, mediamente disinformato o superficialmente informato, sono parenti più che prossimi degli sprechi di soldi pubblici e di prebende della casta. Ascrivibili tutti alla classe politica intera, senza di distinzioni, perché politico è ormai sinonimo di traffichino, di cosa sporca. Associazione a delinquere Corruzione Italia Spa lavora per Grillo, in piccolo subordine per Antonio Ingroia. Giuseppe Orsi, presidente Finmeccanica indagato per corruzione internazionale, e arrestato. Stesso reato contestato a Paolo Scaroni, amministratore delegato Eni rimasto però, lui, libero e stesso reato contestato anche ai vertici della controllata Saipem. Truffa e false comunicazioni per l’ex management di MontePaschi. Le indagini della procura sulla gestione Fonsai della famiglia Ligresti, l’avviso di garanzia all’ad di Mediobanca. L’associazione a delinquere e le tangenti lombarde che hanno falcidiato il Pirellone. E poi gli scandali del governo laziale con la gestione ‘allegra’ dei soldi dei contribuenti e la vicenda Ilva. Un menù, un elenco in grado di spostare, fabbricare più di un voto. Un menù che, complice la presenza nell’agone politico di soggetti sotto questo punto di vista appetibili, potrebbe per la prima volta spostare qualcosa anche nel nostro Paese. Una possibilità  concreta, la styessa che ha già portato Grillo a governare Parma ed essere accreditato quasi di un 20% alle prossime politiche. Se non è questo un segnale… E se la fabbrica dei voti a Grillo non si spegne, ferma e sosta neanche un giorno dei prossimi dieci…