Truffa dei rimborsi fiscali, falsa firma Agenzia Entrate

di Riccardo Galli
Pubblicato il 13 Agosto 2015 16:18 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2015 16:24
Truffa dei rimborsi fiscali, falsa firma Agenzia Entrate

Truffa dei rimborsi fiscali, falsa firma Agenzia Entrate

ROMA – L’esca è troppo ghiotta per essere vera, eppure più d’uno abbocca all’amo. Appesa all’amo l’esca è la dicitura “Accedi al tuo rimborso fiscale 2014/2015. E talvolta, talvolta tanto, l’ingordigia la vince sulla prudenza. Un click sullo “accedi” e accedi a una pagina web dove, ovviamente, tra una promessa di pronto rimborso e una finta notizia di rimborso dovuto, a un certo punto ti chiedono della tua carta credito o del tuo conto corrente. E qualcuno, più d’uno, trotta e galoppa come un cavallo con la carruba o lo zuccherino legato alla cavezza in modo che mai ci possa arrivare. Qualcuno, più d’uno, pur di afferrare un rimborso che magari non sapeva neanche esistesse, per l’ottimo motivo che non esiste, fornisce la sua identità economica e bancaria. E il gioco è fatto, il gioco del truffatore.

A quel punto il truffatore tira su la lenza e il pesciolino che ha abboccato, il phishing è andato a buon fine. Il truffatore ha gli estremi della carta di credito o del conto corrente. Se è veloce, e lo è, infligge al truffato una rapida spesa o un immediato prelievo. Spariscono un po’ di soldi del truffato e sparisce il truffatore.

Il gioco è così semplice e scoperto che meraviglia come tanti possano cascarci. Ma forse la meraviglia, il meravigliarsi non tiene conto del profondo della natura umana. Quel profondo dove è piacevole farsi ingannare perché l’inganno, la bugia, la truffa, rispondono proprio alle tue voglie. Insomma si crede anche all’inverosimile perché si crede non al plausibile ma a ciò cui fa piacere credere. E’ l’irresistibile forza, che muove il mondo, della credulità testarda e tetragona, impermeabile alla realtà dei fatti e del mondo.

Quindi basta un falso logo, una falsa firma, un “Agenzia delle Entrate” stampigliato sulla e-mail che arriva e qualcuno, più d’uno ci casca. Agenzia delle Entrate, quella vera, avverte e mette in guardia: loro non chiedono mai via web dati bancari o di carte di credito. Agenzia, quella vera, avverte. Ma qualcuno non sente, perché non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire e non c’è miglior visionario di chi aspetta che un rimborso fiscale gli arrivi a casa come insperato regalo.