Spingere la ripresa: Pil +1,5% forse è troppo, ma già +1 sarebbe un successo

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 6 Marzo 2015 13:30 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 13:30
Spingere la ripresa: Pil +1,5% forse è troppo, ma già +1 sarebbe un successo

Spingere la ripresa: Pil +1,5% forse è troppo, ma già +1 sarebbe un successo (Ansa)

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato su Uomini & Business un articolo dal titolo “Spingere la ripresa“. Turani sottolinea che i dati incoraggianti dell’Istat sul Pil italiano vanno affiancati a una politica che incrementi la crescita dell’economia del Paese. Quello che è interessante, secondo Turani, è vedere se la stima dell’Istat (crescita del Pil di un punto e mezzo entro il 2015) sarà rispettata, o comunque se la crescita sarà superiore o inferiore all’1 per cento. Blitz Quotidiano vi propone l’articolo integrale.

La strada per passare dalla recessione alla ripresa si sta rivelando lunga e complessa. L’Italia si sta muovendo, e questo nessuno può negarlo. Ma si muove molto lentamente. Per ora, siamo arrivati, nel quarto trimestre del 2014, alla crescita zero. Tutti i trimestri precedenti avevano fatto segnare una crescita negativa. E infatti il 2014 chiude con un calo del Pil dello 0,4 per cento rispetto all’anno prima. E, in sostanza, nel 2014 il Pil italiano, che è l’insieme della ricchezza prodotta da tutto il paese in un anno, è sceso al livello più basso degli ultimi quindici anni. I sette anni di crisi si sono portati via tutto l’avanzamento che era stato fatto prima.

Adesso c’è grande attesa per i dati relativi al primi trimestre di quest’anno (che saranno resi noti solo in aprile). Da quei dati si vedrà subito se la ripresa è finalmente scattata, se arrivano cioè numeri positivi, o se invece bisognerà ancora attendere.

L’Istat ha diffuso una previsione (basata sui risultati dei primi due mesi) e dice che il trimestre potrebbe chiudersi con un risultato che sta fra il meno 0,1 per cento e il più 0,3 per cento.

In ogni caso, anche se il primo trimestre dovesse risultare negativo, un po’ tutti gli esperti dicono che a partire dal secondo si dovrebbe passare in territorio positivo. E quindi il 2015 dovrebbe chiudersi con un risultato di crescita e non di decrescita.

E anche su questo punto non ci sono idee concordi. C’è chi sostiene che si arriverà a una crescita complessiva vicino all’1 per cento, ma ci sono anche quelli più scettici che parlano di una crescita inferiore allo 0,5 per cento.

Comunque sia, si va verso un’inversione di rotta. Se prima ogni anno il Pil diminuiva, adesso dovrebbe salire.

Purtroppo, come abbiamo già fatto notare molte volte, i tassi di crescita previsti (anche nelle stime più elevate) sono comunque insufficienti per recuperare il benessere perso dentro la crisi e per trovare un’occupazione almeno a una parte dei disoccupati.

Questa inversione di rotta andrebbe stimolata con riforme molto forte e con interventi robusti. Ma la politica, che dovrebbe decidere, appare sempre più frastagliata e sempre più decisa a occuparsi di altro.

Bisogna sperare che cambino idea. E in fretta. Non possiamo perdere anche questa occasione.