Stati generali, Conte fra Salvini e i Pm, litigano mentre l’Italia brucia

di Bruno Tucci
Pubblicato il 11 Giugno 2020 9:41 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2020 9:41
Stati generali, Conte fra Salvini e i Pm, litigano mentre l'Italia brucia

Stati generali, Conte fra Salvini e i Pm, litigano mentre l’Italia brucia

Stati generali o confusionali? Problemi e divisioni nascono ancor prima di cominciare. E l’inizio slitta di un giorno. Insomma, gli Stati generali voluti fortemente da Conte non hanno pace. Il centro destra gli sbatte subito la porta in faccia e dice apertamente che non parteciperà perché non ama “le passerelle”. Il premier gli risponde che Villa Pamhili è una sede istituzionale e lì si affrontano tante questioni di carattere nazionale e internazionale.

Ma Salvini replica ancora: “Le nostre proposte sono state una infinità, non ci avete nemmeno risposto. Allora adesso siamo stanchi di prendere parte a riunioni che poi svaniscono nel nulla”.

Non è l’unica bega di Conte, magari. Il rinvio di 24 ore è dovuto ad una convocazione che i pubblici ministeri di Bergamo hanno fatto a lui ed ai ministri Lamorgese e Speranza. Il motivo? Non aver dichiarato zona rossa i comuni di Alzano e Nembro quando già in quella zona infuriava il covid19.

E’ un braccio di ferro che si trascina e divide Roma e la regione Lombardia. Gli uni contro gli altri con il solito gioco dello scaricabarile. Mentre a Milano cade la prima testa, quella del direttore generale della Sanità, Luigi Cajazzo ( al suo posto Marco Trivelli), Conte si dice tranquillo: “riferirò ai magistrati tutto quello che so, non mi preoccupo”.

Sarà, ma quando la giustizia ti chiama un po’ di preoccupazione c’è sempre. Però il premier è abituato alle avversità. Ne ha affrontate e risolte tante in questi due anni di permanenza a Palazzo Chigi. Quindi, meglio pensare al futuro.

Alla creazione di un “suo” partito? Sono soltanto voci e indiscrezioni, ma ormai in Transatlantico ne parlano tutti. Sempre di più. Tanto da far venire allo scoperto anche il senatore Mario Monti che di flop di nuovi partiti se ne intende molto. La “sua scelta Civica” morì ancor prima di nascere. Allora, in questo frangente si limita a raccomandare al presidente del Consiglio: “ Si deve prima liberare degli imbonitori, cioè di quelle persone che lo incitano per scopi assolutamente personali”

Il fatto è che le critiche piovono non solo da destra, ma anche da coloro che lo appoggiano al governo. Sostiene ad esempio Maria Elena Boschi, una renziana di ferro. “Ci aspettavamo un maggiore coinvolgimento nelle scelte”. E’ pur vero che Italia Viva gioca al rimpiattino, ma quando si tratta di Stati generali il premier vorrebbe dagli alleati un appoggio maggiore.

Invece…… Si deve guardare da tutti. C’è chi lo giudica oggi “un pugile finito all’angolo”, ma soltanto chi non lo conosce a fondo può azzardare una simile ipotesi “Il nostro premier ha sette vite” annunciano i fedelissimi. “E vedrete che questa riunione internazionale sarà un grande successo e lo consacrerà come presidente del Consiglio in Italia, ben stimato all’estero”.

Al di là di un ottimismo così sfrenato, la verità è che il capo del governo ha dimostrato una gran pazienza, “degna di un vero democristiano”, aggiunge una vecchia volpe di Montecitorio. Le lunghe sedute fino a notte inoltrata, allorquando gli interlocutori non ne potevano più e finivano con l’arrendersi o quasi.

Corsi e ricorsi spiegherebbe Giambattista Vico. Anche se i problemi sul tappeto rimangono tanti e di primaria importanza. L’Italia vive un momento assai delicato sperando che a settembre il virus maledetto non si riaffacci in tutta la sua pericolosità. Carpe diem, allora. Ritorniamo in discoteca anche se dobbiamo dimenticare il ballo del mattone che fece sognare anni fa le giovani generazioni.