Francesca Vecchioni, addio alla compagna: “La legge non tutela le nostre figlie”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2014 19:50 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2014 19:52
Francesca Vecchioni, addio alla compagna: "La legge non tutela le nostre figlie"

Francesca Vecchioni, addio alla compagna: “La legge non tutela le nostre figlie”

ROMA – Hanno avuto due figlie con la fecondazione eterologa, grazie a un donatore anonimo in Olanda. E ora che vogliono separarsi, anche se per la legge italiana non sono mai state sposate, lo Stato riconosce solo una di loro come genitore delle bambine: la mamma biologica, quella che le ha partorite. Francesca Vecchioni, figlia del cantante Roberto, e la compagna Alessandra solo due anni fa annunciavano la nascita delle figlie Cloe e Nina.

Due anni e mezzo fa avevano firmato il registro delle coppie di fatto del Comune di Milano dove abitano. Ma né la fecondazione eterologa, né l’unione tra due persone dello stesso sesso sono riconosciute dalla legge italiana. Motivo per cui, oggi, la stessa legge non tutela Alessandra, “mamma” di fatto (ma non biologicamente) delle due gemelline. Francesca racconta la sua storia a Oggi:

«Le bimbe sanno che Alessandra è la loro madre, ma per lo Stato italiano lei non è nessuno. L’unica a essere riconosciuta legalmente sono io, come madre biologica», dice a Oggi Francesca Vecchioni. «Purtroppo i diritti delle nostre figlie e i nostri, così come i doveri che abbiamo verso di loro, ce li dobbiamo garantire da soli. In un momento difficile come quello di una separazione solo la buona volontà e l’impegno delle persone possono colmare un vuoto legislativo enorme».

Aggiunge Francesca Vecchioni: «Tutto quello che abbiamo fatto, e che continueremo a fare, è per le nostre figlie. Per loro è meglio sapere di avere due mamme che le amano anche se separate, anziché avere due mamme che non si amano più ma sono costrette a vivere insieme. Chi approfitterà di questa situazione per denigrare la lotta verso l’allargamento dei diritti, colpirà non solo le nostre bambine, ma anche i figli di tante altre coppie, perché la separazione non è differente nelle coppie omosessuali o eterosessuali»