Francesco Chiricozzi. Ieri postava “difendi la donna bianca”, oggi Casapound invoca la castrazione chimica

di Dini Casali
Pubblicato il 29 Aprile 2019 14:42 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2019 20:19
Francesco Chiricozzi. Ieri postava "difendi la donna bianca", oggi Casapound prova a cavarsela con la castrazione chimica

Francesco Chiricozzi. Ieri postava “difendi la donna bianca”, oggi Casapound prova a cavarsela con la castrazione chimica

ROMA – Questa della castrazione chimica sta diventando sempre più una storia di alibi piuttosto che una pur discutibile iniziativa politica, un modo per parlar di tutto tranne che della persistenza nel maschio italiano del riflesso arcaico e aberrante di trattare il corpo delle donne come una cosa, come una proprietà o peggio come lo sfogatoio dei propri istinti più bassi.

Un consigliere comunale e un militante di Casapound finiscono in galera con l’accusa gravissima di aver stuprato una donna di 36 anni e dall’organizzazione di estrema destra – che con la Lega da qualche anno condivide entusiasmi e derive sovraniste – qual’è la prima reazione? “Castrazione chimica”, dice il presidente Iannone, “castrazione” ribadisce il segretario Di Stefano, “castrazione”, ripete Salvini. 

Anche per l’alleato M5S quando è troppo è troppo: sono riusciti a schivare l’assalto leghista già una prima volta, (quando il ministro Bongiorno doveva spiegare all’opinione pubblica che no, non si sarebbero usate le forbici, bontà sua) stavolta hanno parlato di castrazione chimica come di “una presa in giro delle donne”. 

Delle donne e non solo. Francesco Chiricozzi e Marco Licci ora sono stati espulsi, le classiche mele marce. Ora. Non lo era Chiricozzi quando fu accusato di partecipare alla spedizione punitiva contro un ragazzo che sul web aveva preso in giro Casapound, “cinghiamattanza” la chiamano in quei circoli. Non lo era quando postava l’immagine di un vecchio poster fascista con la povera donna bianca ghermita dal bruto soldato di colore con  la scritta “Difendila” e corredata da didascalia politica aggiornata alla bisogna: “Sveglia! La prossima Pamela, la prossima Desirèe potrebbe essere tua figlia, tua moglie o tua sorella”.  (fonte Ansa)