“Truvada”: il farmaco anti Hiv che piace all’industria del porno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2014 12:01 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2014 12:01
"Truvada": il farmaco anti Hiv che piace tanto all'industria del porno

Il farmaco antiretrovirale Truvada (Foto LaPresse)

SAN FRANCISCO (CALIFORNIA) – Si chiama Truvada ed è un farmaco antiretrovirale in grado di ridurre il rischio di contrarre l’Hiv fino al 73%. Questo è il motivo per cui Peter Acworth, fondatore e amministratore delegato di Kink.com, società pornografica con base a San Francisco, chiede alle associazioni che combattono questa malattia di informare gli attori che operano nel settore sulla possibilità di assumere gli ormai disponibili farmaci in grado di prevenire l’infezione. Non solo campagne e leggi sull’obbligatorietà del preservativo sui set dei film porno, ma anche attenzione ai nuovi regime farmaceutici che possono aiutare a prevenire la trasmissione del virus.

Scrive Acworth: “Nessuna legge può proteggere gli attori nelle loro vite private o quando lavorano sui set stranieri. Può invece farlo il Truvada, se agisce come dicono”. L’uomo insiste nel dire che una politica che obbliga gli attori a indossare il preservativo sul set, non li protegge fuori dal set. C’è invece bisogno di qualcosa che li tuteli in entrambi gli ambiti: “Dobbiamo informarli sulle protezioni a disposizione, così potranno decidere della propria saluta sessuale”.

Non la pensa così Michael Weinstein, Presidente della AHF (AIDS Healthcare Foundation), uno dei diretti destinatari dell’appello di Acworth, che lo scorso mese ha dichiarato alla Associated Press: “Se si scopre qualche metodo migliore del condom, noi lo accetteremo. Ma non è il caso del Truvada, che, siamo onesti, è una droga da festa”. Come spiega Dagospia:

“I detrattori sostengono che una pillola simile incoraggi i comportamenti sessuali irresponsabili. Un altro portavoce della AHF chiede chi pagherà il Truvada mensilmente. Aggiunge che il farmaco non è una alternativa al condom perché non previene la clamidia, la gonorrea e la sifilide”.