Ecofin, Katainen ci bacchetta: “Riforme ambiziose, non basta pianificarle”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2014 17:04 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2014 17:04
Ecofin, Katainen ci bacchetta

Il commissario europeo agli Affari economici, Jyrki Katainen

MILANO – “Se hai la prescrizione, ma non prendi le medicine non guarisci”. Così il super-commissario europeo agli Affari Economici Jyrki Katainen, al termine dell’Ecofin, è tornato a bacchettare l’Italia. “Non basta pianificare le riforme, bisogna anche attuarle”, ha detto il falco del rigore, riprendendo la polemica dei giorni scorsi, seppur con toni più collaborativi:

L’Italia – ha indorato la pillola – ha un’agenda di riforme molto ambiziosa. Se tutte le cose che ha in programma di fare verranno implementate posso immaginare che l’economia avrà un forte impulso reale”.

E il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, pur non rifiutando l’ipotesi di un controllo europeo, ha aggiunto:

 “Chiedo strumenti per facilitare riforme che sono importanti in tutti i Paesi“.

Il ministro del Tesoro ha poi sottolineato che

“la via maestra per la crescita sono più investimenti, soprattutto privati, e anche quelli pubblici che sono catalizzatori di quelli privati. Si devono creare le condizioni di profittabilità e l’elemento per ottenere questo sono le riforme strutturali che liberano gli ostacoli per le attività imprenditoriali.

Come si creano gli investimenti? Si domanda Padoan:

“Si devono creare le condizioni di profittabilità e un elemento sono le riforme strutturali che permettono di avere un orizzonte temporale lungo. Dipendono anche dagli strumenti finanziari, e in un sistema centrato sulle banche è importante che ci siano nuovi strumenti accanto a quelli creditizi per favorire la crescita. Ci attendiamo che la Commissione Ue e la Bei possano dare suggerimenti concreti in tal senso a breve”.

Il commissario Katainen ha poi ripreso la parola, moderando i toni:

“Non abbiamo ancora valutato la situazione dell’Italia – ha precisato – Vogliamo collaborare molto strettamente”.

Posizione già ribadita dal presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem:

“Non abbiamo chiesto nessun nuovo impegno scritto all’Italia sulle riforme. Tutti i Paesi hanno un impegno scritto che si chiama Patto di stabilità”