Ergastolo ostativo (senza sconti) legittimo? Corte europea al bivio: le garanzie valgono anche per i mafiosi?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2019 10:31 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2019 10:31
Corte europea di Giustizia deve decidere sull'ergastolo ostativo

Ergastolo ostativo: fine pena mai legittimo?

ROMA – Dopo il governo, per voce dei ministri Bonafede e Di Maio, ora anche la Commissione Antimafia lancia l’allarme sulla decisione della Corte Europea per i Diritti Umani prevista per oggi sull’ergastolo ostativo. Ciò che si teme è uno stop ad uno strumento ritenuto essenziale per la lotta alla mafia e al terrorismo. A dispetto della natura non solo punitiva della pena secondo il dettato costituzionale, in Italia l’ergastolo ostativo prevede la preclusione all’accesso dei benefici. Mafiosi e terroristi, per intenderci, se condannati all’ergastolo non possono accedere a sconti di pena, a benefici come la semilibertà, a misure alternative al carcere dopo un congruo numero di anni in cella.

Accolto ricorso di un mafioso condannato all’ergastolo

Non per caso Totò Riina lo inserì in cima al ben noto “papello” – consegnato dopo le stragi del 1992, oltre al 41 bis (cioè il carcere duro per i boss). Il potenziale rischio insito nelle maglie di questa norma è venuto clamorosamente allo scoperto in seguito al ricorso presentato alla Corte Europea di Strasburgo (CEDU) da un ergastolano – si tratta di Marcello Viola, condannato per associazione mafiosa, sequestro di persona, omicidio e possesso illegale di armi – ricorso accolto dalla Corte che in più ha censurato il comportamento del nostro Paese.

Morra (M5S): “A rischio il 41 bis”

Per il presidente della commissione antimafia Antimafia Nicola Morra “l’Europa continua a mostrare indifferenza per le mafie salvo poi sdegnarsi per stragi al di fuori dei confini italiani come Duigsburg”. “Si dovrebbe lavorare affinché la nostra legislazione antimafia venga recepita da altri ordinamenti nazionali in attesa di una normativa europea contro la mafia -spiega Morra- Invece la CEDU, cioè una corte europea di giustizia, vuole impedire che l’ergastolo, senza possibilità di alcun alleggerimento, di alcun beneficio, di alcuno sconto di pena, possa indurre mafiosi ad accettare la possibilità di collaborare con lo Stato, diventando fonti informative importanti per sconfiggerei sodalizi mafiosi”.

Il timore concreto, e lo sottolinea lo stesso Morra, è che bocciando l’ergastolo ostativo “si delegittimi il 41 bis, che è un regime carcerario che impedisce al detenuto di continuare a relazionarsi con l’organizzazione di cui era parte”. Insomma per il presidente della Commissione Antimafia bocciare l’ergastolo ostativo “sarebbe un colpo anche alla memoria di Falcone e Borsellino”.

Di Maio: “Liberi mafiosi e terroristi”

A paventare “il rischio di ritrovarci fuori dal carcere anche boss mafiosi e terroristi” ieri era stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Se lunedì il verdetto sul ricorso presentato dal governo confermasse questa posizione – ha argomentato Di Maio – si andrebbero ovviamente a depotenziare gli strumenti giudiziari che oggi ci permettono di fronteggiare il fenomeno mafioso e terroristico. E non si tratta di un problema che interessa solo l’Italia, ma ne va della sicurezza di tutta l’Europa”. E di un’esigenza europea oltre che italiana aveva parlato il ministro Bonafede: “La legislazione italiana – ha detto – si è dimostrata molto efficace nella lotta a questi fenomeni che, tra l’altro, non sono solo italiani ma anche europei”.

Gli europarlamentari M5S Fabio Massimo Castaldo e Sabrina Pignedoli hanno sottolineato tra l’altro il rischio concreto che se non fosse accolto il ricorso del governo italiano, con la conseguente bocciatura dell’ergastolo ostativo, “si aprirebbe alla paradossale possibilità, per i 957 mafiosi attualmente sottoposti all’ergastolo ostativo, di avanzare ingenti pretese risarcitorie nei confronti dello Stato italiano”. Il 22 ottobre poi toccherà alla Corte Costituzionale occuparsi dell’ergastolo ostativo. Si discuterà nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo dell’ordinamento penitenziario che prevede appunto la preclusione all’accesso dei benefici per i detenuti all’ergastolo ostativo. (fonte Ansa)