Germania, sondaggi voto: Angela Merkel resta cancelliera, ma incognita indecisi

di Flaminia Bussotti
Pubblicato il 21 settembre 2013 7:00 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2013 0:12

(da Ansa) BERLINO – Incognita indecisi sul voto tedesco. In uno scenario di testa a testa tra governo cristiano liberale e opposizioni di sinistra l’ago della bilancia sono il 31% degli ancora indecisi su chi votare. Con la certezza tuttavia che – a meno di clamorosi terremoti politici – Angela Merkel resterà cancelliera. A due giorni dalle urne, gli istituti demoscopici si rincorrono nel monitoraggio dell’ultimo voto: il quadro che emerge da ben quattro sondaggi è sostanzialmente una situazione di parità. La riconferma della Merkel non è in discussione.

Ma le alternative sono due: una riedizione dell’attuale coalizione Cdu-Csu e Fdp, oppure una grosse Koalition fra Cdu-Csu e Spd. Incerto se i liberali della Fdp e il partito anti-euro AfD supereranno il 5%. E’ probabile di sì. Ma tutto dipenderà dai milioni di tedeschi che non hanno ancora le idee chiare: uno su tre, il 31%, stando all’istituto Forsa.

Il ‘barometro politico’ della Zdf à’ la Cdu-Csu al 40%, la Fdp al 5,4%, la Spd dello sfidante Peer Steinbrueck al 27%, i Verdi al 9% e la Linke (Sinistra) all’8,5%: lieve maggioranza quindi per il governo (45,5%) rispetto alla sinistra (44,5%). Alternative fuer Deutschland è al 4%. Forsa indica invece i due blocchi alla pari: al 45% (Cdu-Csu al 40% e Fdp al 5%, Spd al 26%, Verdi al 10%, Linke al 9%. AfD al 4%). Il gran numero di indecisi, 31%, potrebbe però stravolgere totalmente il quadro.

Nel confronto personale, Forsa segnale sempre una forte forbice fra la Merkel e Steinbrueck: 54% a 28%. Pareggio anche secondo un altro sondaggio Allensbach, che esce domani sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung: Cdu-Csu al 39,5%, Fdp al 5,5% (45% assieme), Spd al 27%, Verdi e Linke al 9% (45% assieme). La AfD e’ data al 4,5%.

Infine, un altro sondaggio Emnid, che uscirà sulla Bild am Sonntag domenica, giornata elettorale, assegna alla coalizione di governo un punto di vantaggio sull’opposizione (45% a 44%): Cdu-Csu 39%, Fdp 6%, Spd 26%, Verdi e Linke 9%. L’AfD e’ al 4%.

In Germania non esiste un divieto di divulgare sondaggi prima delle elezioni ma questa è la prima volta che si fa a gara fino all’ultimo e il presidente del Bundestag Norbert Lammert ha criticato la prassi: “Non è una conquista”, la divulgazione il giorno stesso delle elezioni dovrebbe essere evitata, c’è il rischio che la gente “confonda i sondaggi con i risultati veri”.

Il quadro complessivo è dunque di parità fra i blocchi con la precisazione però che una coalizione rosso-rosso-verde (Spd, Verdi e Linke) è irrealistica perché Steinbrueck l’ha categoricamente esclusa e proprio oggi – di fronte a voci secondo cui la Spd, se costretta ora a entrare in una grande coalizione, potrebbe fare un ribaltone a metà legislatura – ha detto che un’alleanza con la Linke non ci sarà fino a tutto il 2017 (fine della prossima legislatura).

Gli sfidanti, Merkel e Steinbrueck continuano a macinare comizi al ritmo di due al giorno e anche a fare promesse per strappare voti. Steinbrueck ha giurato niente Linke e la Merkel ha scippato un cavallo di battaglia della Spd minacciando le parti sociali di un intervento del governo se non si metteranno d’accordo sul salario minimo.

I liberali, agitati dallo spettro dell’uscita dal governo, si sono lanciati in una campagna alla cattura dei voti Cdu con la seconda scheda elettorale, quella con cui si vota per il partito. Sia loro che la Merkel dicono che l’obiettivo è un matrimonio bis. Idem per Spd e Verdi, che continuano a ripetere che rosso-verde è fattibile.

Tutti sanno però che gli obiettivi sono irrealizzabili e nelle segreterie ci si sta attrezzando a una grande coalizione. Dopo l’ultima azione del governo il 19 settembre, il 20 settembre l’ultima conferenza stampa del governo: il portavoce Steffen Seibert aveva poco e niente da dire, solo che la cancelliera andrà a votare domenica alle 13.30 nel seggio vicino casa. “E’ tutto”, ha detto congedandosi.