Grecia, Merkel e Hollande distanti. Esiste ancora un’intesa franco-tedesca?

Pubblicato il 24 agosto 2012 9:30 | Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2012 13:38
Angela Merkel e Francois Hollande

Angela Merkel e Francois Hollande (Foto Lapresse)

PARIGI – L’intesa franco-tedesca non è mai stata messa tanto alla prova negli ultimi anni come adesso. Angela Merkel, signora più potente del mondo secondo Forbes, pare potere poco di fronte al compatto muro pro-Atene. Con il premier greco Antonis Samaras venerdì a Berlino e sabato a Parigi, il tema Grecia è più che mai scottante.

Ha visto il collega preferito, Nicolas Sarkozy, lasciare l’Eliseo. Sono lontani i momenti dei sorrisi complici in conferenza stampa. Ora con Francois Hollande l’austerità è pure nelle parole concesse ai giornalisti, come giovedì sera: poche parole e niente domande.

Non è solo la delicatezza della questione ad esigere toni soppesati, ma anche l’imminenza delle elezioni per Merkel, il crollo nei sondaggi per Hollande. La Germania si prepara al voto, in Francia, a cento giorni dalle elezioni, il presidente è sceso per la prima volta sotto quota 50% nei sondaggi. E sempre a settembre Parigi e Berlino festeggeranno i 50 anni del Trattato di cooperazione tra i due Paesi.

Tra le poche dichiarazioni concesse Hollande ha ricordato di volere che “la Grecia resti nell’Eurozona. Questa è la mia volontà, la nostra volontà e lo diciamo da quando la crisi è iniziata” ma la Grecia dal canto suo “deve naturalmente fare gli sforzi necessari”.

Merkel concorda, ma non smette di ripetere le condizioni imprescindibili: “Incoraggeremo la Grecia a proseguire il suo percorso di riforme. È importante che tutti rispettino i loro impegni”. E dice di “attendere il rapporto della troika” (Ue, Bce ed Fmi) prima di qualsiasi nuova decisione sugli aiuti alla Grecia.

Ma se Merkel e Hollande ostentano unitone d’intenti, il vero fuoco incrociato è tra Antonis Samaras e Wolfgang Schaeuble. Il primo ministro greco ha parlato di ”incubo geopolitico” per l’Europa se la Grecia uscisse dall’euro, chiedendo tempo e non denaro. Il ministro delle Finanze tedesco lo ha gelato: ”dare più tempo” ad Atene ”non è la risposta” giusta.

E oggi l’intervista al quotidiano economico francese Les Echos del ministro francese degli Affari europei, Bernard Cazeneuve: ”Ognuno dei Paesi dell’eurozona ha i suoi obblighi e non bisogna certo dimenticarli”.