Schaüble, Westerwelle, Polenz: incubo Berlusconi per i tedeschi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Febbraio 2013 10:08 | Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2013 10:19
Schaüble, Westerwelle, Polenz: incubo Berlusconi per i tedeschi

Angela Merkel e Silvio Berlusconi (LaPresse)

BERLINO – Wolfgang Schaüble, Guido WesterwelleRuprecht Polenz: ministro delle Finanze, ministro degli Esteri e presidente della Commissione Affari Esteri della Bundestag. Cos’hanno in comune questi tre importanti esponenti del centrodestra tedesco? La paura per una vittoria di Silvio Berlusconi alle elezioni politiche italiane.

Di solito i politici non prendono posizione nella campagna elettorale in corso in un altro Paese, una consuetudine che Schaüble ha rotto per primo una settimana fa, quando, intervistato dal settimanale L’espresso, ha voluto dare un avvertimento agli italiani: “So benissimo che Silvio Berlusconi è uno stratega elettorale molto efficiente. Sono tuttavia convinto che gli italiani siano abbastanza furbi da non ripetere l’errore di votarlo”.

Gli ha fatto eco il ministro degli Esteri, il liberale Westerwelle, che alla Süddeutsche Zeitung (giornale di centrosinistra) ha dichiarato: “Non siamo, ovviamente, una parte in causa nelle elezioni italiane. Ma, con chiunque finirà per formare il prossimo governo, noi saremo molto decisi su un punto: che l’Italia continui sulla linea pro-euro e sul percorso di riforme”.

Se ancora non fosse chiaro il messaggio di Westerwelle, è arrivato quello di Polenz, esponente della Cdu e presidente della Commissione Affari Esteri: “L’Italia ha bisogno di leader che guardano al futuro. Berlusconi non è sicuramente uno di questi”. A Berlusconi poi, secondo Polenz, manca la credibilità internazionale anche per i numerosi processi in corso che lo vedono come imputato.

Hanno più paura i tedeschi della rimonta di Berlusconi, insomma, che i dirigenti del Partito Democratico. Fonti anonime del ministero degli Esteri hanno detto alla Süddeutsche che Westerwelle sta seguendo molto da vicino la nostra campagna elettorale perché ritiene “l’Italia un Paese-chiave per superare la crisi del debito europea”.

E la cancelliera Angela Merkel? Non ha detto una parola, ma non può nascondere la sua antipatia e disistima per Berlusconi. Dalle risatine di scherno con Nicolas Sarkozy, uno dei momenti più bassi per l’immagine dell’Italia in Europa, la sua idea sul Cavaliere come premier non deve essere molto cambiata. Sicuramente Berlusconi non le dà una mano. Il suo complimento più recente è datato 18 febbraio: l’ha definita “una burocrate della Germania dell’Est”. Resta comunque un significativo passo in avanti rispetto alla “culona inchiavabile”.