Ucraina, Obama minaccia Putin: “Armi a Kiev se diplomazia fallisce”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 9 Febbraio 2015 19:22 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2015 19:36
Ucraina, Obama minaccia Putin: "Armi a Kiev se diplomazia fallisce"

Angela Merkel e Barack Obama a Washington (Foto Lapresse)

ROMA – “Il conflitto in Ucraina orientale è colpa della Russia”: Barack Obama interviene (di nuovo) sugli scontri nel Donbass e minaccia (di nuovo) di inviare armi se la soluzione diplomatica fallirà. Un’occasione per farla funzionare sarebbe il vertice di mercoledì, quando si riuniranno, di nuovo a Minsk (Bielorussia) il presidente francese Francois Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente ucraino Petro Poroshenko e quello russo Vladimir Putin. Ma per esserci, il capo del Cremlino pone alcune condizioni.

Putin vuole mantenere i confini dell’Ucraina ridisegnati dall’avanzamento dei ribelli filorussi, che devono vedere, secondo lui, riconosciuta l’autonomia delle regioni di Donesk e Lugansk. Cosa che l’Occidente non pare proprio voler concedere, come ha ricordato Merkel parlando di “inviolabilità dell’integrità territoriale. Ovviamente il presidente russo non cede sulla Crimea e non prenderebbe bene un ingresso di Kiev nella Nato, cosa, del resto, che sarebbe in teoria esclusa visto lo status obbligato di Paese non allineati dell’Ucraina, ex Urss.

Obama, però, non cede. Merkel, dopo il nulla di fatto a Mosca la settimana scorsa, lo ha raggiunto a Washington. Ma nemmeno l’ennesimo invito a non prendere le armi, arrivato questa volta in un editoriale del New York Times, sembra aver presa su di lui (e sui suoi consiglieri).

Nel frattempo si va avanti con le sanzioni economiche alla Federazione Russa. Anche la rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, le loda come un buon modo per condannare l’agire di Mosca. Anche se al momento chi è in ginocchio, in Russia, più che gli oligarchi sono i comuni cittadini. Mentre l’export europeo (italiano compreso) che faceva affidamento sulle importazioni della Federazione è in ginocchio.