Ucraina una “storia di successo”: piano Obama per rovesciare Putin

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Febbraio 2015 11:51 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2015 11:51
Ucraina una "storia di successo": piano Obama per rovesciare Putin

Ucraina una “storia di successo”: piano Obama per rovesciare Putin

ROMA –  L’Occidente cerca di allontanare da Mosca alcune repubbliche ex sovietiche: non sono nuove le contestazioni del presidente russo Vladimir Putin, riferite evidentemente anche all’Ucraina e ribadite anche oggi al quotidiano egiziano Al-Ahram. “Nel quadro del programma di partnership orientale dell’Ue – ha dichiarato Putin  – sono stati compiuti dei tentativi di strappare via dalla Russia alcune repubbliche ex sovietiche mettendole di fronte a una scelta artificiale tra Russia ed Europa”. Putin, che ha posto delle condizioni per la sua partecipazione al vertice di Minsk per trovare una soluzione al conflitto, ha inoltre accusato l’Occidente di aver infranto la promessa di non allargare la Nato a est.

Ucraina una “storia di successo”. I consigli della deputata russa agli Usa. Una parziale conferma della presunta strategia obamiana di fare dell’Ucraina una “storia di successo” per indebolire se non rovesciare Putin, attualmente gratificato da un consenso interno granitico e dall’appoggio delle elite politco/industriali russe, giunge dagli Stati Uniti, in particolare con la presenza di Ilya Ponomarev, membro della Duma, al CSIS, Center for Strategic and International Studies. Cristiano Puglisi rilancia su Libero Quotidiano l’allarme  tra gli alti ranghi del Governo di Mosca.

Ponomarev, socialdemocratica di Spravedlivaya Rossiya, unico partito di opposizione in una Duma dove anche i comunisti appoggiano la linea Putin, ha spiegato agli americani come in Russia un cambio di regime per via parlamentare è impossibile. Per questo avrebbe illustrato attraverso una serie di slide, un piano per favorire l’avvento di un nuovo governo più amico dell’Occidente.

Il deputato ha descritto nella sua relazione come via «probabile» una «protesta di piazza organizzata» con un appoggio esterno degli Stati Uniti e dei media occidentali. La relazione di Ponomarev prosegue poi con una descrizione minuziosa e dettagliata delle diverse tipologie di sostegno che gli Stati Uniti dovrebbero assicurare alla protesta, tra cui particolare menzione è riservata alla necessità di rendere l’Ucraina una «storia di successo», per spingere l’opinione pubblica russa a vedere con meno ostilità le politiche occidentali.

Ed è proprio l’Ucraina a creare i maggiori grattacapi ai vertici russi di questi tempi. Non ultimo quello relativo alla strage al mercato di Mariupol. In particolare il rischio è quello di una convergenza di fattori sfavorevoli che potrebbero generare il retroterra ideale per una crisi politica. Fattori che includono il deprezzamento del rublo, aggravato dal crollo dei prezzi del petrolio, e le sanzioni economiche di Stati Uniti ed Unione Europea. Su tali dati sia le Nazioni Unite che la Banca Mondiale hanno rivisto al ribasso proprio nei giorni scorsi le stime di crescita del Paese, il cui PIL potrebbe addirittura flettere del 2% alla fine dell’anno.

È chiaro che, in una nazione abituata ormai da diversi anni a una crescita media del 6%, secondo stime Onu, questo potrebbe porre le basi necessarie alla sedimentazione di forme di dissenso. Inoltre che Russia e Stati Uniti siano ai ferri corti è cosa nota. Soprattutto in relazione alla crisi ucraina, ma non solo. C’è anche la questione dei rapporti di forza sul fronte europeo, dove l’offerta di Putin per un’area di libero scambio tra Ue e Russia ha fatto arricciare il naso oltreoceano, dove invece si spinge per la finalizzazione del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti che sancirà la nascita di un mercato unico tra Usa e Ue. Certo, da qui ad arrivare a ipotizzare l’avvio una «rivoluzione colorata». (Cristiano Puglisi, Libero Quotidiano)