Ue, Merkel e Sarkozy divisi su tutto. Tranne le pressioni sull’Italia

Pubblicato il 21 ottobre 2011 20:25 | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2011 20:52

(foto LaPresse)

BRUXELLES – Un vertice in due tempi: il primo domenica 27 e un secondo il mercoledì successivo. Tutto perché Francia e Germania la medicina salva Europa non ce l’hanno e non riescono a mettersi d’accordo. L’oggetto principale del contendere è il Fondo salva stati che i tedeschi vedono come una sorta di maxi-assicurazione, mentre i francesi la concepiscono e la vorrebbero come una banca.

Ma non è solo questione di poteri e di forma. E’ anche questioni di soldi e di sostanza. Francia e Germania devono accordarsi anche su quanti miliardi servono per per mettere in sicurezza il fondo. Ne servono tantissimo soprattutto se il Fondo, poi, dovesse servire a salvare Italia o Spagna.

Oltre ai due tempi il vertice avrà anche un antipasto. I leader francese e tedesco si vedranno anche il giorno prima in un tentativo, quasi disperato, di trovare un accordo all’ultimo istante.  Merkel e Sarkozy trovano un momento di unità solo quando si tratta di bacchettare l’Italia, che al vertice si presenterà con un Silvio Berlusconi sotto pressione. La Ue dà le manovre italiane per acquisite e archiviate e ora chiede altro: un serio pacchetto crescita, quello per cui il premier ha prima detto che non “c’era fretta” e poi che “non c’era una lira”. Parole che in Europa non devono essere piaciute granché.

Francia vs Germania. In Francia e in Germania ufficialmente tutti smentiscono divisioni eppure qualcosa c’è. A cominciare da Angela Merkel che, secondo quanto scrive Manlio Tarquinio su Repubblica, in un vertice del suo partito, la Cdu, avrebbe esternato tutto il suo malumore per l’atteggiamento francese: “Non si muovono di una virgola”.  Parole, corredate dalle smentite da circostanza, che si riferirebbero a una trattativa che si fa giorno dopo giorno più faticosa.

Sempre dalla Germania è arrivato il nuovo no del vicecancelliere Philipp Roesler  all’ipotesi, voluta dalla Francia, di utilizzare direttamente fondi della Banca centrale europea (Bce) per salvare gli Stati in difficoltà, e di dare al fondo europeo salvastati (Fesf) competenze, poteri e ruoli di una banca. Se i francesi non si muovono, insomma, neppure i tedeschi appaiono tanto accomodanti.

Anche perché la Merkel ha il suo bel da fare con i problemi interni a cominciare dalla brusca frenata della crescita e a finire con la Commerzbank, una delle più importanti in Germania, che si è detta favorevole al default della Grecia. Quanto al fondo salva stati la Merkel ha un altro problema: il cancelliere non ha libera licenza di spendere. Deve chiedere e riferire in Parlamento. E soprattutto spiegare quanto, perché e per chi spende.

Anche per l’Italia, in vista del vertice del 27, la situazione non è delle migliori. La Ue preme e chiede al governo di varare al più presto provvedimenti destinati a rilanciare la crescita e di fare chiarezza sulla strategia che intende seguire sul fronte della politica di bilancio.

Dopo l’ennesimo slittamento delle misure per il rilancio dell’economia, a sottolineare la ”massima urgenza” che la questione riveste è stata la Commissione europea attraverso Amadeu Altafaj, il portavoce del responsabile agli affari economici e monetari Olli Rehn. Ma analoghe sollecitazioni sono giunte, direttamente o indirettamente, anche dalla Germania, dalla Francia e dall’Olanda: tutti attendono da Roma indicazioni precise in occasione del vertice Ue di domenica prossima.

Non a caso Berlusconi, proprio venerdì, avrebbe detto: “Capisco il rigore di Tremonti ma devo andare a Bruxelles con qualcosa da mettere sul tavolo”. Insomma il premier cerca una mossa a sorpresa. Ma le grane, per il premier, non finiscono con lo Sviluppo.

Anche la questione delle dimissioni di Lorenzo Bini Smaghi dal board della Bce, ora che a governare la Banca d’Italia c’è andato Ignazio Visco,  rischia di riesplodere a causa dei malumori francesi.

”L’Italia deve sgombrare il campo da ogni dubbio sulla sua politica fiscale”, ha osservato sulle colonne del quotidiano tedesco Handelsblatt lo stesso Rehn in un’intervista pubblicata venerdì mentre a Bruxelles Giulio Tremonti ed i suoi colleghi davano il via all’esame delle misure anticrisi da prendere a livello Ue.

Il portavoce del commissario ha poi ricordato che ”durante l’estate, l’Italia ha approvato un pacchetto ambizioso che va nella giusta direzione, ma deve essere seguito con urgenza da misure per la crescita”. Altafaj ha quindi osservato che Bruxelles ”non fa pressioni ma incoraggia con forza” il governo ”a finalizzare con la massima priorità” tali misure. Del resto, per la Commissione anche gli obiettivi di bilancio che l’Italia si e’ data ”vanno definiti con misure robuste e una tabella di marcia corretta per ristabilire la credibilita’ del Paese sui mercati. Per Bruxelles – ha poi aggiunto – e’ chiaro che serve un pacchetto complessivo di misure per rafforzare le debolezze strutturali dell’economia”. Ma anche per ”migliorare la qualita’ della sua spesa pubblica”.

Sono ormai in molti a ritenere, a Bruxelles come in altre capitali europee, che l’Italia sia una sorta di ‘sorvegliata speciale’. Perche’ dopo la burrasca che l’estate scorsa ha investito i nostri Btp e costretto la Bce a intervenire, è  sotto gli occhi di tutti che a causa del suo peso specifico il nostro Paese, senza adeguati interventi correttivi, rischia di dare il colpo di grazia a una costruzione europea gia’ pericolosamente incrinata nella sua credibilita’ dalla Grecia e dall’incapacita’ di dare risposte tempestive e valide alla crisi dei debiti sovrani.

In questo contesto, Angela Merkel e Nicolas Sakozy, secondo quanto ha scritto Handelsblatt, intendono mettere Silvio Berlusconi ”pesantemente sotto pressione”, in occasione del vertice di domenica perché su un punto sono d’accordo: l’Italia deve essere costretta a risparmiare. Un ‘messaggio’ sostanzialmente ribadito anche da fonti vicine al governo tedesco. La determinazione dei partner a fare pressing su Roma è stata poi esplicitata anche dal ministro delle finanze olandese Jan Kees de Jager: ”L’Italia deve prendere nuove misure” per le riforme e i tagli alla spesa pubblica ”e mi aspetto che le presenti durante il vertice di questo weekend”.

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