YouTube e Android, la Ue minaccia ancora Google. Almunia: “Nuove prove”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2014 13:43 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 13:43
Youtube e Android, la Ue minaccia ancora Google. Almunia: "Nuove prove"

Youtube e Android, la Ue minaccia ancora Google. Almunia: “Nuove prove”

ROMA – Youtube e Android, la Ue minaccia ancora Google. Almunia: “Nuove prove”. Google torna sulla graticola e a rischio maxi-multa con l’antitrust europeo che minaccia l’avvio di una procedura formale se non arriveranno ‘rimedi’ più convincenti ai dubbi sollevati dai suoi concorrenti e accolti da Bruxelles a inizio settembre.

Ma è molto probabile che il dossier passi nelle mani della prossima Commissione, che si insedierà a novembre, e quindi sarà la nuova responsabile alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager, ex ministro dell’economia, a doversi occupare del caso su cui la Commissione europea indaga da quattro anni. E’ anche possibile, secondo Almunia, che la Ue apra inchieste parallele su altri business di Google: il traffico deviato su YouTube e il sistema operativo per smartphone Android.

Parlando per l’ultima volta alla commissione economica del Parlamento Ue, il commissario Joaquin Almunia ha spiegato che alcune delle 20 società (tra cui Microsoft) che hanno presentato proteste formali contro Google “ci hanno fornito nuove prove e argomenti solidi contro diversi aspetti delle ultime proposte presentate da Google“. Per questo, all’inizio di settembre, Almunia ha chiesto alla società di migliorare le sue proposte.

“Ora dobbiamo vedere se Google può affrontare queste questioni e andare incontro alle nostre preoccupazioni. Se la risposta andrà nella giusta direzione, la procedura Articolo 9 (che consente un accordo con la Commissione Ue su base di impegni scritti, ndr) proseguirà. Altrimenti, il successivo passo logico è preparare lo Statement of Objections“, che formalizza le accuse dell’antitrust europeo. Ma Almunia dà quasi per scontato che il caso passerà nelle mani del suo successore e che si sentirà parlare di Google a Bruxelles ancora per diversi anni.

Del resto, spiega, “Microsoft è stata indagata per 16 anni, quattro volte il tempo speso su Google, e ci sono più problemi con Google di quelli che ci furono con Microsoft“. Il problema principale, che rende il caso “per niente semplice”, è che si tratta di un’indagine che in quattro anni ha cambiato forma diverse volte. E “continua sempre a cambiare, è un obiettivo in movimento quello che stiamo cercando di colpire”, ha sottolineato il commissario. Perché il mondo dei motori di ricerca è in continuo cambiamento.

Almunia ha anche ricordato che la questione è soggetta a un forte dibattito pubblico (non ultima la richiesta a Bruxelles del vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel che chiedeva di ‘separare’ le attività di Google), e ha criticato “i tentativi di trasformare i casi antitrust in dibattiti politici”, anche per rintuzzare le neanche troppo velate accuse tedesche (e dei concorrenti e degli editori europei) di aver fatto poco nell’azione di contrasto delle presunte violazioni di Google.