Alfano: io e Berlusconi? Siamo la stessa cosa

Pubblicato il 29 Ottobre 2012 19:42 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2012 19:42
Angelino Alfano (LaPresse)

ROMA – Una conferenza stampa nel momento del disastro, nel giorno in cui il Pdl si sveglia minoranza in Sicilia, e nei giorni in cui Silvio Berlusconi prima si ritira, poi ci ripensa, poi conferma una mezza ritirata. In tutto questo a doverci mettere la faccia, non troppo allegra viste le circostanze, è il segretario del Pdl Angelino Alfano che parla ai giornalisti cercando di far passare agli italiani un messaggio che suona più o meno così: io e Berlusconi siamo la stessa cosà, il Pdl non è diviso in filo e anti Monti, ci saranno le primarie e io sarò presente.

”Sono fortemente convinto delle mie idee che sono largamente condivise nel partito. Berlusconi ha riaffermato con termini e parole diverse le cose che abbiamo sempre detto su un certo modo di fare della Germania e sulle politiche recessive”, spiega  Alfano. Insomma, con Berlusconi ci sono le stesse idee, nonostante la minaccia, neppure troppo velata, del Cavaliere di staccare la spina a Monti sia difficile da armonizzare con il “voteremo convintamente la fiducia”  detto da Alfano in conferenza stampa a proposito della legge sulla corruzione.

E proprio nel momento più difficile, quello in cui la sconfitta elettorale in Sicilia (l’ennesima della gestione Alfano), il segretario del Pdl annuncia che le primarie ci saranno proprio il 16 dicembre, il giorno indicato da Berlusconi come “gradito”. Alfano risponde “presente”, alle primarie ovviamente ci sarà. E non poteva essere altrimenti.

Altra cosa, però, è la gestione ordinaria del partito. Lo sforzo di Alfano e provare a raccontare un Pdl non a pezzi, non diviso tra “montiani” e “antimontiani”: ”L’idea che il Pdl sia diviso tra montiani e antimontiani e che a capo di questi ultimi ci sia Silvio Berlusconi che, se volesse potrebbe far cadere il governo ma fino ad ora non l’ha fatto, è una rappresentazione surreale e a tratti comica’‘.

L’analisi di Alfano del voto Siciliano è la sola possibile dal punto di vista del Pdl, la sola che ammetta la sconfitta ma non il disastro, la sola che consenta al partito di sperare, in linea teorica, in un domani fatto di voti che tornano “a casa”. Spiega Alfano: “‘In Sicilia abbiamo perso perché abbiamo diviso i moderati. Il 25% raggiunto da Musumeci è la dimostrazione che il centrodestra c’è e può essere vincente. Altra cosa che dobbiamo fare  è parlare a quell’elettorato, che anche in Sicilia, non è andato a votare”.

Lo sforzo, però, è vanificato dalle accuse che gli piovono addosso proprio dai suoi. Una delle ultime è Alessandra Mussolini che a Repubblica tv è laconica: “Alfano è un disastro”.