Fontana il leghista moderato: “Razza bianca sotto attacco”. Salvini: “E’ l’Islam”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2018 13:38 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018 14:15
attilio-fontana

Attilio Fontana in una foto Ansa

ROMA – Fontana Attilio, candidato del Destra-Centro a governatore della Regione Lombardia dopo la rinuncia di Roberto Maroni a correre per un rinnovo del mandato. Fontana Attilio finora da quel momento, dal momento dell’investitura, segnalatosi alle cronache e dalle cronache segnalato solo per essersi tagliato la barba. Da qui inquietanti interrogativi sulla carta stampata, tv e social: glielo ha chiesto-imposto Berlusconi che non ama i barbuti? Il taglio della barba è farina del sacco dei consiglieri elettorali, insomma lo sbarbarsi fa look elettorale? Davvero si vota più lo sbarbato o quasi imberbe (Di Maio) che il barbuto? Ne è seguita perfino teorizzazione si fa per dire antropologica secondo cui la barba è maschera e quindi i mascherati incutono più curiosità ma meno fiducia…

Finora a questo si era e Attilio Fontana finora oltre che per il barba sì, barba no era dalle cronache segnalato e battezzato come il leghista moderato. Moderato perché…sindaco? Moderato perché non si sapeva, ma insomma moderato era stato battezzato e come tale Attilio Fontana passava nell’inerzia delle cronache. Inerzia cui Attilio Fontana ha dato una scossa, anzi uno scrollone.

Parlando a Radio Padania il candidato governatore leghista con ottime probabilità di diventare governatore (gli ha dato una mano, ma non serviva, il partito di Grasso) ha detto papale papale che la “razza bianca” è sotto attacco, che la “razza bianca” va difesa, che bisogna ribellarsi a chi non cura e protegge la “razza bianca”.

Parlava ovviamente di immigrati e per estensione identificazione di neri, di umani dalla pelle scura. E parlando di immigrati Fontana diceva cose  opinabili ma sensate, alcune anche sensate senza essere neanche tanto opinabili. Eccole: uno “Stato serio” stabilisce un numero, una quota, una quantità di immigrazione possibile. E poi  oltre quella quota uno Stato serio dice basta. Diceva ancora Fontana che non si possono accogliere tutti. Come dargli torto?

Ma Fontana non diceva, non dice solo questo. Fontana dice e ripete più volte che è al fondo questione di “razza”. Sì, proprio “razza” dice. Parla di “razza bianca” che secondo lui è entità definibile per sangue e territorio. Nella testa e nella politica di Fontana c’è una terra e un sangue che sono diversi, razzialmente diversi, da altre terre e sangue e che tra loro inevitabilmente combattono. Secondo Fontana l’immigrazione è l’attacco di una razza all’altra, della razza nera a quella bianca. I neri, gli scuri dice Fontana sono più numerosi e aggressivi, più nocivi. Nocivi per la razza bianca. Che va difesa e protetta in quanto razza.

Attilio Fontana leghista moderato? Se Fontana è moderato, quelli estremi e radicali di leghisti che pensano e dicono delle altre “razze”? Trump ha detto di aver parlato di paesi cesso da cui non vuole importare umanità soprattutto scura usando parole e pensieri che tutti pensano. Se si riferiva ai leghisti delle nostre parti (candidati e anche elettori) Fontana nel suo piccolo ha dato piena ragione a Trump.

Un bel bravo, bene, bis è velocemente arrivato a Fontana dal suo capo e leader Matteo Salvini. Che ha voluto solo apportare una piccola precisazione, una sorta di miglioria in corso d’opera. Salvini ha precisato che è certamente in atto un’invasione e che a rischio sono secoli di civiltà. Gli invasori-barbari precisa Salvini non è che abbiano necessariamente la pelle scura, l’attacco è soprattutto dell’Islam contro di noi. Che molti islamici siano scuretti di pelle è una coincidenza. Così come il dire “razza bianca” è stato, parola di Fontana, un “lapsus”. Lapsus, circostanza verbale in cui affiora quel che si pensa davvero, in lapsus veritas (soprattutto in campagna elettorale).