Un’Authority sulla spesa pubblica, super Imu e più Iva: la ricetta Monti

Pubblicato il 25 Novembre 2011 - 09:08 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Il governo Monti pensa ad un Authority sui conti pubblici, come chiesto da Bruxelles. La creazione dell’ente che verifichi la spesa pubblica era stata proposta solo due giorni fa dalla Commissione europea come strumento di rafforzamento della vigilanza  e di governo dell’Eurozona.

La proposta dell’Authority potrebbe arrivare alla Camera già martedì 28 novembre, quando il governo presenterà il nuovo testo del disegno di legge costituzionale per la riforma dell’articolo 81 della  Costituzione, con l’introduzione del pareggio di bilancio.

Nel Consiglio dei ministri di venerdì 25 novembre, intanto verranno definite le misure per la crescita e la correzione di bilancio da 15 miliardi nei prossimi due anni.

Il pacchetto che verrà discusso dall’esecutivo comprende diversi punti: super Imu sulla casa, le pensioni, l’aumento dell’Iva, la riforma del lavoro, le dismissioni.

Casa. La nuova tassa sulla casa del governo Monti sarà la Super-Imu: un incrocio tra la vecchia Ici abolita dal governo Berlusconi e l’Imu del federalismo di Umberto Bossi. L’aliquota dovrebbe essere intorno al 6,6 per mille. Ma quel che inciderà sui proprietari di case sarà l’operazione di rivalutazione delle rendite catastali (cioè la base imponibile Ici-Imu): oggi sono rivalutate al 105 per cento e potrebbero arrivare al 125 per cento.

La tassa sarà però ispirata a criteri di progressività, adeguata quindi alle categorie di estimo o al reddito. Ci sarà poi anche la Res, la tassa sui servizi varata dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, del 2 per mille. In tutto, secondo la Uil questo capitolo toglierà ad ogni famiglia italiana 340 euro.

Pensioni. La Ragioneria generale dello Stato ha di fatto bocciato le uscite flessibili della ministra del Lavoro Elsa Fornero, perché non consentirebbe stime certe di risparmi. Per questo i possibili interventi sulle pensioni potrebbero riprendere le vecchie proposte di correzione fissando il meccanismo delle quote per raggiungere quota 100 (65 anni di età più 35 di contributi o 64 e 36) nel 2015. Possibile anche la scomparsa delle pensioni di anzianità richiesta da Unione europea e Banca centrale europa.

Fisco. Probabile l’aumento dell’Iva al 22 per cento, che porterebbe nelle casse dello Stato 8,4 miliardi. Altrimenti ci potrebbero essere interventi sull’aliquota intermedia, oggi al 10 per cento, o ritocchi su quella sui beni di prima necessità, oggi al 4 per cento. I soldi recuperati in questo modo potrebbero portare ad una riduzione dell’Irap e dell’Irpef per chi ha un reddito basso.

Lavoro. La lettera della Bce del 5 agosto chiedeva una revisione delle norma che regolano l’assunzione e il licenziamento. Il presidente del Consiglio Monti ha assicurato che “non verranno modificati i rapporti di lavoro stabili in essere”, ma ha anche fatto riferimento ad un nuovo ordinamento. Tre le direzioni del Professore: la spostamento della contrattazione collettiva verso i luoghi ( e quindi i datori) di lavoro, il sostegno ai disoccupati e aiuti per il loro reinserimento nel mercato del lavoro, una terza via che sia intermedia ai contratti a termini e quelli a tempo indeterminato, mitigando svantaggi per i lavoratori senza intaccare troppo quelli dei datori di lavoro.

Dismissioni. Dalla vendita del patrimonio immobiliare pubblico sono attesi 15 miliardi in tre anni. Il primo gruppo di beni da dismettere sarà definito entro il 30 aprile del 2012.