Berlusconi “frena” Bossi: “Niente elezioni, ho il dovere di governare. Leggi ad personam? No, lavoriamo per il Paese”

Pubblicato il 8 Settembre 2010 19:34 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2010 2:20
bossi berlusconi

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi

Come in una sceneggiata napoletana che si rispetti, Umberto Bossi insiste sulle elezioni anticipate, ma Silvio Berlusconi frena. Il problema è che al posto della coppia Merola-D’Alessio ci sono da una parte il Ministro delle Riforme per il Federalismo e leader della Lega e dall’altro il Presidente del Consiglio, autodefinitosi “uomo più votato d’Italia” che ha “i numeri” in Parlamento.

Ormai sembrano sempre meno gli italiani che ci credono, ma il siparietto continua. Durante l’Ufficio di Presidenza del Pdl, il premier avrebbe infatti affermato che “serve senso di responsabilità: dobbiamo andare avanti per il bene del Paese”. Berlusconi avrebbe sottolineato che ha il “dovere di governare” per rispettare la volontà degli elettori.

Secondo quanto riferito da chi era presente il premier avrebbe ribadito la volontà di andare a parlare in Parlamento verso fine settembre-inizio ottobre. Berlusconi ha informato l’Ufficio di Presidenza del Pdl della decisione presa al vertice di Arcore di salire al Quirinale per sottoporre l’incompatibilità del presidente Fini con il suo ruolo di leader di Fli.

Bossi aveva detto che la Lega avrebbe potuto “staccare la spina” al governo, ad esempio con un “voto contrario” all’esecutivo, in modo da andare al voto anticipato. Il Senatur aveva anche lanciato un “avvertimento” a Berlusconi: “La Lega non concederà neanche a Berlusconi molti margini di manovra”.

Infatti, aveva spiegato Bossi, “per me si può andare a votare subito. Si evitava questo casino ma non dipende solo da me. L’ho detto anche a Violante. Voi della sinistra avete troppa paura per andare alle elezioni. Farebbero di tutto pur di evitarle”.

Ma Berlusconi ha evidentemente deciso di adottare una tattica più “attendista”, e sta per il momento cercando di spegnere i “bollori” del ministro delle Riforme.

Inoltre, nello stesso incontro, il premier si sarebbe lamentato dell’uso dell’espressione “leggi ad personam”: “Noi siamo al governo per gli italiani e tutto ciò che facciamo dobbiamo farlo per il Paese”. In sostanza Berlusconi si è detto contrariato per il fatto che sulla stampa si sia aperto un dibattito a proposito del processo breve sostenendo che questo provvedimento fosse fatto unicamente per salvaguardarlo dai processi.

Mentre il teatrino continua, tutto per ora resta fermo. A notte inoltrata Berlusconi, dopo aver partecipato al capodanno ebraico, ha ribadito i suoi conti: “Si va avanti, i numeri ci sono”. Per il premier quindi non sembrano in vista problemi al governo dopo lo strappo con Fini.