Berlusconi: “Ho fatto più di tutti contro la mafia”

Pubblicato il 29 Novembre 2009 13:38 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2009 13:38

Berlusconi non solo nega ogni collusione con la mafia, ma afferma di essere uno degli alfieri della lotta alla criminalità organizzata: «Se c’è un partito che in questi anni più si è distinto nel contrastare la criminalità organizzata, questo partito è stato Forza Italia ed oggi è Il popolo della Libertà. Se cè un governo che più di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi più netti e coerenti, questo è il mio governo».

Il premier afferma che «dalla lettura dei quotidiani dei giorni precedenti ed anche di oggi appaia evidente ad ogni persona onesta e di buon senso che ci troviamo di fronte all’attacco più incredibile ed ignobile che mi sia stato rivolto nel corso di questi ultimi anni».

Il riferimento è alle voci che volevano il Cavaliere indagato per le stragi di mafia avvenute a Firenze nel ’93 e nel ’94. L’ipotesi dell’iscrizione nel registro degli indagati, assieme a Marcello Dell’Utri, è stata smentita dagli stessi magistrati fiorentini.

Il presidente del Consiglio parla dell’attacco «più incredibile ed ignobile che gli stia stato rivolto nel corso di questi ultimi anni» da quando – spiega – «ho deciso di dedicarmi con tutte le mie forze al bene del mio Paese».

«Se c’è una persona che per indole, sensibilità, mentalità, formazione, cultura ed impegno politico, è lontanissima dalla mafia – afferma – questa persona sono io. Se c’è un partito in questi anni più si è distinto nel contrastare la criminalità organizzata, questo partito è stato Forza Italia ed oggi è il Popolo della Libertà. Se cè un governo che più di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi più netti e coerenti, questo è il mio governo che, sono certo, sarà ricordato anche come il governo che la lanciato la sfida più determinata alla mafia nella storia della nostra Repubblica».

«Questo – prosegue il premier – è il terreno civile e politico sul quale intendo anche contrastare la campagna di stampa del gruppo “La Repubblica-Espresso” che chiamerò a rispondere, sul piano penale e civile, dei danni arrecati alla dignità della mia persona, della mia famiglia e dall’azienda Fininvest».