Berlusconi e le escort, Brunetta: “Salva la libertà si stampare ogni cosa”

Pubblicato il 11 Novembre 2010 20:16 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2010 21:30

Renato Brunetta

”La liberta’ di stampa, di stampare qualsiasi cosa, è salva! Mi chiedo pero’ che senso possa avere la difesa della propria onorabilita’ e dell’onesta’ di una vita se il fango fuoriesce dagli stessi palazzi di giustizia cui l’offeso, da cittadino per bene, deve rivolgersi”. E’ quanto si legge in una nota del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, a seguito delle indiscrezioni di stampa sugli interrogatori, recita il comunicato, ”di una ‘trafficante di droga, in affari con personaggi in odore di mafia’ che infanga Renato Brunetta, accusandolo di aver ‘amministrato i fondi neri di Forza Italia’ e di ‘aver approfittato della situazione’ di una ragazza in difficoltà”. Ovvero la “pentita” Perla Genovesi.

Il ministro, che ha già dato mandato al proprio legale di tutelarlo immediatamente in ogni sede, sottolinea che ”l’incivilta’ dell’uso di atti giudiziari per imbastire processi in piazza non e’ nuova: le indagini preliminari iniziano e finiscono sui giornali, cosi’ beffando ogni idea di giustizia. Nel merito, non mi ci lascio trascinare. Sono a disposizione della giustizia: come, dove e quando i magistrati lo riterranno opportuno. E visto anche che sono ‘responsabile’ di aver suggerito, a chi ne aveva bisogno, di rivolgersi a un avvocato, oggi consiglio: si rivolga a uno psichiatra chi sostiene certe cose, e chi gli va appresso”.