Bersani si infuria con Berlusconi: ora basta, la tua è un’ammucchiata

Pubblicato il 26 Agosto 2010 18:47 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2010 19:32
bersani

Pier Luigi Bersani

Pier Luigi Bersani si risveglia e in questo agosto afoso alza finalmente la voce. A farlo “sbottare” è la critica avanzata da Silvio Berlusconi al progetto bersaniani di fondare una sorta di nuovo Ulivo. Esasperato dalla critica che arriva da un pulpito non proprio illibato, vista la situazione nel Pdl, Bersani si infuria: ”Adesso no, adesso basta – dice – La mia è una proposta politica chiara e precisa. La sua, è un’ammucchiata”.

”E lui – ha rincarato – che sta pretendendo di governare con una compagnia che si insulta tutti i giorni. Si manganellano tutti i giorni. Questa è una ammucchiata, la sua è una ammucchiata”, ha ripetuto Bersani, parlando con i giornalisti alla festa del Pd di Pontelagoscuro (Ferrara).

Berlusconi. In mattinata, in un audiomessaggio ai Promotori della Libertà, il premier Silvio Berlusconi aveva colto l’occasione per dire: “Anche oggi si può cogliere la fotografia di due situazioni contrapposte: da un lato, il governo del fare; dall’altro, i politici di professione e i loro giornalisti di riferimento che discutono tra loro di ammucchiate fuori del tempo. Come si può pensare, nell’anno di grazia 2010, a resuscitare alleanze dal collante incerto, dai programmi ancora più incerti, dalle prospettive addirittura incertissime? Grazie al nostro ingresso in campo, gli elettori oramai e definitivamente si sono abituati ad una chiarezza semplificativa che non potra’ mai più essere abbandonata”.

L’appello di Bersani per un nuovo “Ulivo”. Addio Unione, sì a “un nuovo Ulivo in cui i partiti del centrosinistra possano esprimere un progetto univoco di alternativa per l’Italia e per l’Europa e mettersi al servizio di un più vasto movimento di riscossa economica e civile del Paese”. E’ l’appello che il leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani ha lanciato oggi in una lettera pubblicata su Repubblica, in cui ha spiegato le ragioni per dire sì a “un governo di transizione” e a “un’alleanza democratica per una legislatura costituente”. L’Ulivo rimane l’unico simbolo della sinistra vincente: nel ‘96 venne adottato per la prima volta per sostenere Romano Prodi alla guida della coalizione che sconfisse Berlusconi alle politiche. L’alleanza era guidata dall’allora Pds, da Rifondazione Comunista, dal Partito Popolare, più la federazione di sinistra, quel che restava dei socialisti (SI), da Rinnovamento italiano e Ud (social liberali).

Casini: “Intenzione positiva”. Giudizio favorevole al progetto di Bersani arriva dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. ”Mi sembra positiva l’intenzione di Bersani di assumersi la responsabilità di riorganizzare l’area della sinistra democratica – ha detto – Condivisibile è per noi anche il tema di restituire ai cittadini la responsabilità nell’indicare i propri parlamentari”.

Consensi dal centrosinistra. In giornata sono stati tanti i consensi espressi dai rappresentanti del centrosinistra all’iniziativa di Bersani. “Una proposta forte che accelera la costruzione di un’alternativa e indica la via per realizzare una coalizione credibile e in sintonia con le domande del Paese”, ha detto Piero Fassino, tra i primi a commentare il progetto di un ‘Nuovo Ulivo’.

Di un Berlusconi ‘finito’ parla Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del Pd: “C’è una bella differenza tra chi ha a cuore la questione sociale e quella del lavoro e parla dell’Italia reale che regredisce sul piano economico, di rafforzamento delle istituzioni repubblicane, di rispetto della Costituzione e del Capo dello Stato e chi, come Berlusconi, chiede un consenso che viene prima delle regole, chi limita l’indipendenza della magistratura o la libertà d’informazione, ma soprattutto in nome dei propri affari dimentica di essere stato chiamato a governare. Per questo ha ragione Bersani, sconfiggere Berlusconi è il primo obiettivo”.

Consenso alla proposta del leader del Pd arriva anche dai Verdi. “La posizione espressa dal segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani è un fatto molto positivo che apre nuova stagione per il centrosinistra in Italia – dice il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli- Si tratta di quello che ci aspettavamo, in termini di assunzione di responsabilità, dal maggior partito del Centrosinistra: si apre la strada non solo per creare un’alternativa al centrodestra che ha messo in ginocchio il Paese, ma anche per archiviare, definitivamente, la stagione berlusconiana. Noi Verdi siamo pronti a dare contributo alla costruzione del ‘nuovo Ulivo’, prendendo gli aspetti migliori dell’Ulivo di Prodi ed eliminando quelli negativi come la litigiosità”.

Pieno appoggio a Bersani esprime Vannino Chiti, vicepresidente del Senato: “È giusta la proposta di Bersani di costruire una coalizione fortemente coesa attorno a un programma per l’Italia, che abbia al suo centro un nuovo sviluppo, l’occupazione, un welfare delle uguali opportunità, e non del risarcimento. Una coalizione unita in un unico soggetto politico”.

Un ‘sì’ convinto arriva anche da Rifondazione comunista: “Condivido in pieno – dice in una nota il segretario del Prc/Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero – la proposta di Bersani di dar vita ad una alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi. Non si tratta solo di cacciare un governo mefitico, ma di ricostruire – afferma Ferrero – il quadro democratico del Paese. Questa alleanza deve porsi l’obiettivo di uscire definitivamente da questa sciagurata seconda repubblica e cementarsi attorno alla difesa e al rilancio della Costituzione, al varo di una legge elettorale proporzionale, alla giustizia sociale. Si tratta dell’unica strada per sconfiggere una destra populista antioperaia e pericolosa per la democrazia”.