Berlusconi chiude le porte all’Udc: “Mai più un ritorno alle ammucchiate del passato”

Pubblicato il 26 Agosto 2010 11:25 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2010 11:49

Porte chiuse all’Udc: Berlusconi tira dritto con la sua maggioranza. Era stato lui a proporlo a Bossi, per questo lo aveva convocato a Villa Campari. Ora ha cambiato idea, ma di passare per incoerente, o peggio, sotto scacco della Lega non ci tiene proprio. E la colpa è del solito “teatrino della politica”, immagine invero piuttosto usurata. E’ anche colpa della maledetta estate, e questa non si era mai sentita.

”L’estate è stagione ingannevole, con il suo caldo e con le sue lunghe giornate dedicate per convenzione alle vacanze e al riposo forzato – spiega Berlusconi – Le aule parlamentari sono vuote, i colloqui telefonici si infittiscono tra una spiaggia e una montagna, le chiacchiere prevalgono sui fatti: tutto questo spiega come questa estate, l’estate del 2010 passerà alla storia per il ritorno alla vecchia politica del teatrino e appunto delle chiacchere”.

In un audiomessaggio ai Promotori della Libertà il premier Silvio Berlusconi coglie l’occasione per parlare della situazione politica italiana attuale, alla luce del vertice di mercoledì con Bossi. ”Anche oggi si può cogliere la fotografia di due situazioni contrapposte: da un lato, il Governo del fare; dall’altro, i politici di professione e i loro giornalisti di riferimento che discutono tra loro di ammucchiate fuori del tempo”. Tutti d’accordo allora? Non proprio. Formigoni ha già fatto sapere che l’Udc va recuperata.

“Come si può pensare, nell’anno di grazia 2010, a resuscitare alleanze dal collante incerto, dai programmi ancora più incerti, dalle prospettive addirittura incertissime?  – si chiede Berlusconi – Grazie al nostro ingresso in campo, gli elettori oramai e definitivamente si sono abituati ad una chiarezza semplificativa che non potra’ mai più essere abbandonata”.

”Vanno a votare sapendo in anticipo quale sarà il premier per cui indicano la loro preferenza, quale sara’ l’alleanza delle forze che costituiranno il Governo e sanno soprattutto quale sarà il programma dall’inizio alla fine della legislatura”, ha proseguito Berlusconi.

”Andiamo avanti sulla strada della novità e della semplificazione, su quella realizzazione concreta delle promesse elettorali che resta l’unico punto di aggancio vero nei confronti dei nostri elettori – conclude il premier – Abbiamo già detto quel che il Governo ha realizzato, e ha realizzato molto e molto bene, in questi due anni, a partire dalle grandi emergenze, come i rifiuti in Campania, il terremoto dell’Abruzzo, la questione Alitalia. Ha lavorato bene”.

C’è chi però la pensa diversamente sulle ammucchiate politiche. E’ il governatore della Lombardia Roberto Formigoni che continua a strizzare l’occhio all’Udc. Intervistato dal quotidiano il Giornale, Formigoni spiega che se con il partito di Casini maturassero “condizioni di dialogo, alle prossime amministrative, a Milano, Torino e anche in altre città, si potrebbe correre insieme”.

Secondo il governatore, infatti,  ”in autunno andranno definite alleanze e candidati e potrebbe essere un’occasione positiva” anche se ”nulla è scontato”. Un dialogo con l’Udc, afferma riferendosi alla politica nazionale, ”e’ una cosa naturale e benvenuta” data l’appartenenza alla ‘’stessa famiglia politica del Ppe”.

Per Formigoni è infatti possibile ”collaborare anche senza far parte dello stesso governo” e pensa a ”convergenze su singoli provvedimenti utili a fronteggiare la crisi, su lavoro, famiglia e vita. Sarebbe utile – aggiunge – votare insieme interventi come il quoziente familiare”.

A proposito degli ultimi interventi di Famiglia Cristiana Formigoni afferma di essere ”colpito” dall”’acredine” più che dalle ”critiche”: ‘’spiace perché il settimanale porta un aggettivo, ‘cristiana’, che richiede altro stile”.