Boschi-Banca Etruria, il Pd ripaga il conto. No pressioni ma doveva star lontana

di Lucio Fero
Pubblicato il 15 dicembre 2017 11:03 | Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2017 11:05
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Boschi-Banca Etruria, il Pd ripaga il conto. No pressioni ma doveva star lontana

ROMA – Boschi-Banca Etruria, il Pd ripaga il conto. Lo paga un’altra volta il conto il Pd oggi sui giornali e soprattutto lo paga anticipato il conto bis. Quello di queste ore è solo un anticipo in termini di opinione pubblica rispetto al conto che il Pd pagherà elettoralmente a marzo. Ed è appunto il conto bis dell’intreccio-contatto Maria Elena Boschi-Banca Etruria.

Conto già pagato, e salato, da parte del Pd da molti mesi a questa parte. Per vie anche contorte e strade fin troppo lisce, per semplificazioni tanto automatiche da esser perfino posticce, è sul binomio Boschi-Banca Etruria che buona parte della pubblica opinione italiana appoggia ed esalta la reazione di rigetto al governo Renzi.

Governo che non salva (come si dirà quasi fosse luogo comune) le banche per fare un favore alle banche. Governo che, come tutti i governi, salva le banche altrimenti vien giù il sistema del credito. Governo che salva i conti correnti, i depositi. Governo che per le banche andate in fallimento di loro decide ed opera perché i danni alla gente, ai cittadini siano pochi e limitati. Governo insomma che fa quel che in casi analoghi fanno tutti i governi del mondo e che in Italia farebbe qualsiasi governo.

Ma in Italia passa invece una singolare interpretazione che diventa narrazione di massa. E cioè che i risparmiatori siano stati truffati da una sorta di intesa tra le banche e il governo. Qualcuno sarà stato raggirato sicuramente dalle banche, qualcuno si è raggirato da solo, comunque l’Italia statuisce unica al mondo la teoria e prassi che se fai un investimento finanziario magari sballato ti deve risarcire lo Stato.

E questa singolare interpretazione dell’accaduto trova la sua “rivelazione” nella circostanza che vede il padre di Maria Elena Boschi ministro di Renzi vice presidente di Banca Etruria. Che vuoi di più? Eccola la prova: loro, i potenti stanno insieme da una parte e i cittadini risparmiatori truffati dall’altra.

Renzi e il governo e il Pd e i ministri non ce la fanno a rovesciare la narrazione, seppur falsa e capovolta, di banche e governo contro i cittadini. E subiscono, pagano il conto di perdita di credibilità, anzi alcune voci del conto sono addirittura ostilità e rancore. Pagano il conto anche quando si vota.

Allora Renzi pensa, sbagliando, che una Commissione di indagine parlamentare sulle crisi bancarie sia il luogo dove possa emergere che le banche, loro, hanno fatto carne di porco e che chi doveva vigilare lo faceva in maniera non efficace e che insomma governo e Pd sono dovuti intervenire a rimettere insieme cocci non propri e hanno pure evitato che si tagliassero in tanti. Che magari è pure la verità, più o meno. Ma l’idea di Renzi non funziona, è stupefacentemente ingenua.

In Commissione Parlamentare accade che il Pd ripaga il conto Boschi-Banca Etruria. Boschi ministro dice Giuseppe Vegas presidente Consob parlò con me di Banca Etruria. Vegas dice che Boschi non fece né richieste né pressioni. E pressioni non ci furono. Non solo, è ovvio e normale che membri del governo si occupino e parlino delle cose del paese, banche comprese. Solo una insopportabile ipocrisia lo nega. Se non si occupassero di nulla e incontrassero nessuno sarebbe questo il governo “onesto”?

Ma Boschi commette allora un grave errore. Sa che suo padre sta per diventare vice presidente di Banca Etruria. E sa in che paese vive e fa politica lei Maria Elena Boschi. Dovrebbe quindi sapere che da Banca Etruria deve stare lontana. Non basta che non faccia pressioni, non ne deve neanche parlare, non deve neanche aiutare. Invece Boschi ne parla, si attiva, probabilmente non fa nulla di scorretto. Tranne mettere piedi e fare una passeggiate nel campo minato che sapeva essere tale.

Si sia trattato di flebile consapevolezza e capacità politiche, molto flebili. Si sia trattato di una sorta di incontinenza del potere. Si sia trattato di incauta cura del territorio (le aziende orafe dell’aretino). Di qualunque cosa si sia trattato Boschi-Banca Etruria fa pagare al Pd un conto bis. E ormai c’è poco o nulla da fare. Vale a nulla sostenere e magari anche dimostrare il niente pressioni. Boschi, se sapeva stare al mondo che c’è, doveva, nel suo interesse e nell’interesse del Pd stare lontana da Banca Etruria.

Conflitto di interesse c’è stato ed è stato con gli interessi quasi primari del Pd. Questa storia toglie al Pd spazio ed aria elettorale, e non è che ultimamente ne abbondasse. E mostra quanto poco anche Renzi sia consapevole del mondo che c’è e quanto piccina sia stata e sia la sua strategia sul caso banche.

L’Italia del rancore se ne frega se dimostri che la “colpa” è quasi tutta della banche e poi un po’ di Consob e poi un po’ anche di Bankitalia e che il governo ha fatto quel che fa l’ambulanza del 118. Da questo orecchio l’Italia del rancore non ci sente. L’unica era tentare di dimostrare, sbattere in faccia all’Italia del rancore che senza il salvataggio delle banche fallite in molti dei cittadini furenti sarebbero andati per stracci coi loro depositi e conti correnti. Vero ma quasi impossibile da comunicare alla gente. E allora i politici che sanno cosa fanno prendono atto e stanno fuori, lontani. Altrimenti pagano un conto che rischiano di finire di pagare mai.