Codice identificativo scheda poliziotti. Gasparri vs Alfano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2015 19:33 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2015 19:34
Codice identificativo scheda poliziotti. Gasparri vs Alfano

Codice identificativo scheda poliziotti. Gasparri vs Alfano (foto Ansa)

ROMA – Non saranno “schedati” i singoli agenti impegnati nell’ordine pubblico (manifestazioni, cortei, eccetera) ma saranno schedati interi reparti. Non i singoli, ma il gruppo. Le proposte (leggi codice identificativo per i gruppi impegnati per strada) nella nuova bozza del decreto legge sicurezza mettono in allarme i sindacati di polizia e anche i politici più attenti alla sicurezza. Maurizio Gasparri (Forza Italia) se la prende direttamente col ministero dell’Interno (vedi ministro Alfano), auspicando che non venga approvato questo provvedimento.

Cosa dice la bozza del decreto.

Nessun identificativo per i singoli appartenenti alle forze dell’ordine impegnati in ordine pubblico ma un unico ‘codice’ per ogni reparto in strada. E’ quanto prevede, secondo quanto scrive l’Ansa, la bozza del disegno di legge sulla sicurezza urbana presentato dal ministro Alfano ai sindaci delle aree metropolitane.

La rabbia dei sindacati di categoria.

“Il disegno di legge sulla sicurezza urbana è certamente positivo per quel che riguarda l’arresto differito per chi partecipa travisato a un corteo, ma trova la nostra netta contrarietà per quel che concerne il codice identificativo che, pur essendo di reparto, rappresenta una una inaccettabile schedatura nei confronti dei poliziotti e un concreto pericolo per la loro sicurezza e incolumità”. Lo dice il segretario del Sap Gianni Tonelli sottolineando che “sanzionare chi va in giro travisato alle manifestazioni è un primo, importante passo che accoglie le nostre proposte”.

“Il codice identificativo – aggiunge – è, invece, inaccettabile. La strada da percorrere è quella delle telecamere, che vogliamo ovunque: sulle nostre divise, sulle nostre volanti e nei nostri uffici. Lo chiediamo con la nostra campagna ‘Spy pen’ da 3 anni. Noi non abbiamo nulla da temere dalle telecamere, ad avere paura purtroppo sono i violenti e i devastatori di città assieme ai loro sodali del partito dell’antipolizia e degli allergici alle divise che trova, purtroppo, consenso anche nel mondo politico e istituzionale”.

Gasparri: “Giù le mani dagli agenti”.

“Dalle indiscrezioni che trapelano sul provvedimento relativo alla sicurezza urbana presentato oggi al Viminale ci sentiamo poco rassicurati. Registriamo infatti l’ennesimo tentativo di ostacolare il lavoro delle forze dell’ordine e di farne un facile bersaglio. Sarebbe infatti previsto sulle divise l’inserimento di un codice che dovrebbe rendere identificabile il reparto di appartenenza degli agenti. Leggeremo il testo nei dettagli, ma è evidente che anche una iniziativa del genere non può che trovarci in disaccordo. Chi si occupa della nostra sicurezza va sostenuto, non ostacolato. Giù le mani dalle forze dell’ordine”.