D’Alema: “Polo della Nazione interlocutore indispensabile. Berlusconi? Si accontenta di sopravvivere”

Pubblicato il 15 Dicembre 2010 21:19 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2010 21:23

Massimo D'Alema

Il Terzo polo si organizza, diventa Polo della Nazione ma Massimo D’Alema continua a guardarlo come un interlocutore “indispensabile” per il Partito Democratico. Intervistato mercoledì 15 dicembre dal Tg2, D’Alema spiega: ”La nascita del terzo polo e’ un fatto politico, c’e’ una componente moderata importante” e ”credo che per noi sia un interlocutore necessario”.

”Il Pd  – aggiunge – deve unire le opposizioni, unire tutte le forze che pensano che il Paese ha bisogno di una svolta” e non ”di un governo che fa finta di risolvere i problemi”.

Nonostante la fiducia, invece, D’Alema non vede un avvenire roseo per Berlusconi:  “Ha perso 70 deputati in due anni e mezzo, non mi sembra un grande risultato. Berlusconi sopravvive, questa e’ la definizione che hanno dato i giornali stranieri e mi sembra una espressione giusta”. ”Noi – aggiunge l’esponente del Pd- avevamo proposto un governo di responsabilità nazionale di fronte ai gravissimi problemi dell’Italia ma Berlusconi ha detto di no: ha preferito sopravvivere con una maggioranza stentata. Ora a lui la prova, non credo ne sarà capace”.

D’Alema è scettico sulle possibilità del premier di allargare la maggioranza. Secondo l’ex premier la riunione di oggi del Terzo Polo ”è la prima riposta a Berlusconi che aveva detto a Casini vieni con me, isoliamo Fini, èuna prima risposta negativa, una prima sconfitta”. Per D’Alema, quindi,  ”la strategia dell’allargamento, dell’acquisizione si rivela politicamente fallimentare, salvo la possibilità di raccattare, con chi sa quali mezzi, qualche singolo”.