Decreto Imu-Bankitalia: perché il M5S ha alzato un polverone?

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 gennaio 2014 0:07 | Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2014 0:08
Camera dei Deputati - ddl costituzionale, caos in aula

Laura Boldrini

ROMA – Decreto Imu-Bankitalia, il decreto della discordia. Il Movimento 5 Stelle ha fatto ostruzionismo in Aula il 29 gennaio. Il presidente della Camera Laura Boldrini alla fine ha proceduto, unico caso nella storia repubblicana, con la “tagliola”: fine della discussione, in sintesi, e via con la votazione. Decreto approvato.

Ma perché tanto polverone su questo decreto? Perché il M5S ha fatto ostruzionismo e probabilmente continuerà nei prossimi a giorni a ostacolare il Parlamento? Il decreto conteneva norme urgenti, in scadenza alla mezzanotte del 29 gennaio. Una tra tutte: se non fosse stato votato sarebbe tornata la seconda rata Imu, in aggiunta naturalmente alla mini-Imu, alla Tares. Per questo il governo e Laura Boldrini avevano fretta.

Il M5S però non puntava a reintrodurre la tassa sulla casa nella sua vecchia formulazione. Puntava a uno scorporo per discutere separatamente delle contestate norme su Bankitalia. Vediamo, sinteticamente, cosa prevede il decreto approvato. Tutte norme molto diverse tra loro, come si vede, e come in teoria non dovrebbe essere: un decreto legge dovrebbe riguardare una sola materia.

IMU 2013 TUTTA CANCELLATA, RESTA MINI-IMU: Scompare la seconda rata Imu prima casa 2013 e con lei la ‘storia’ dell’imposta municipale che dal 2014 cambia nome e fisionomia. Viene confermata però anche la mini-Imu pagata la scorsa settimana, cioè la differenza tra quanto dovuto con l’aliquota base o con l’aliquota aumentata dal Comune. – PIù SALATI ACCONTI BANCHE-ASSICURAZIONI: Arriva una conferma anche per l’acconto Ires, salito al 128,5% per il periodo d’imposta 2013, per gli enti creditizi e finanziari, per la Banca d’Italia e per le società e gli enti che esercitano attività assicurativa. Quota che poi un decreto ministeriale, con un punto e mezzo in più, ha portato al 130%.

– ACCONTI PIù SALATI ANCHE PER IMPRESE: Acconti Ires e Irap più salati anche per le imprese: per il 2013 sono arrivati al 102,5% mentre per l’anno d’imposta 2014 si torna al 101,5%. – CLAUSOLA SALVAGUARDIA ‘PRIMA RATA’ IMU: Scatta e si modifica la clausola posta a salvaguardia degli incassi, ottenuti in parte, previsti dalla sanatoria sui videopoker (600 mln di euro) e al maggior gettito Iva per il pagamento dei debiti pregressi delle P.a. (925 mln di euro).

– RISCHIO AUMENTO BENZINA MA DA 2015: Slitta al 2015 l’eventuale aumento delle accise sulla benzina.

– LA ‘NUOVA’ BANKITALIA: Il Consiglio superiore della Banca d’Italia “valuterà la professionalità e la onorabilità dei soggetti entranti e delle relative compagini, con un diritto di veto”. Il tetto delle quote passa dal 5% al 3% con un periodo transitorio che passa da 24 a 36 mesi. L’italianità è salvaguardata dall’obbligo di mantenere per i soci la sede legale in Italia. Perdendola bisognerà necessariamente vendere la propria quota di partecipazione. E’ poi fissata al 12% l’imposta sostitutiva sulle quote di Bankitalia.

– STRETTA SULLE DISMISSIONI: Ministero dell’Ambiente e ministero dei Beni culturali potranno dire la loro sulle dismissioni di immobili pubblici, individuando quelli di particolare interesse culturale o paesaggistico per i quali e’ considerato prioritario mantenere la proprieta’ dello Stato. Il tutto pero’ senza compromettere gli introiti previsti dal piano di vendita.

La parte più contestata dal M5S è quella relativa a Bankitalia. Ecco sintetizzata la posizione del Movimento dai deputati:

“Accusare il MoVimento 5 Stelle di voler far pagare l’Imu agli italiani è strumentale e ridicolo”. Lo dicono i deputati del M5S in relazione alla discussione del dl Imu-Bankitalia. “Ricapitoliamo – spiegano – noi avevamo proposto al governo di cancellare persino la mini-Imu mediante la tassazione sul gioco d’azzardo. E loro hanno rifiutato.

Poi, a fronte dell’auspicata soppressione della parte del testo che riguarda Bankitalia, avevamo garantito un percorso parlamentare rapido alla porzione del decreto che riguarda la tassazione sulla casa. E loro invece hanno tergiversato, in modo quasi sospetto, gestendo male il calendario dei lavori, evitando accuratamente di mettere due sedute fiume e rifiutando persino di lavorare durante lo scorso weekend”.

 

La nota del gruppo era stata scritta della famigerata “tagliola”:

“Ora insistiamo a essere costruttivi e proponiamo di far decadere il decreto, salvando la parte che riguarda l’Imu attraverso una nostra proposta di legge-sanatoria dei rapporti giuridici del dl già in essere, ossia la parte tassa sulla casa. La proposta sta già raccogliendo il consenso da molti altri gruppi parlamentari, può essere votata dalle commissioni competenti in sede legislativa, dunque senza passare dall’aula, e può essere approvata in poche ore per risparmiare agli italiani la rata Imu di dicembre. Noi siamo pronti”.

I deputati M5S infine attaccano: “Abbiamo appena chiesto alla presidente Boldrini una capigruppo per discutere della nostra iniziativa. Boldrini, secondo regolamento, può convocare la capigruppo in qualsiasi momento, non capiamo allora perché stia ancora tergiversando, a fronte degli ampi consensi parlamentari. Siamo di fronte all’ennesima forzatura che pare ispirata al principio del ‘non disturbare il manovratore’ e questo è per noi inaccettabile”.