Decreto Sviluppo, Confidustria attacca: “Sembra un aperitivo, ora acceleriamo”

Pubblicato il 5 ottobre 2012 21:58 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2012 22:11
Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi (LaPresse)

ROMA- “Trovo tutto abbastanza timido. Lo considero un aperitivo, c’è molta timidezza: dobbiamo accelerare il passo”. Questa l’opinione del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi sul decreto legge sullo sviluppo approvato il 4 ottobre dal governo di Mario Monti. Squinzi ha dichiarato di nutrire “qualche dubbio e qualche domanda” sulle misure espresse nel decreto e che dovrebbero favorire la crescita del paese.

Il presidente di Confindustria ha detto: “Apprezziamo lo sforzo fatto fin qui dal governo, ma lo invitiamo ad alzare l’asticella”. In particolare ha poi individuato “limiti evidenti” nella norma sul credito di imposta per opere strategiche. Squinzi rivolge quindi i suoi interrogativi anche al governo: il limite del 50% dell’investimento per il credito d’imposta “come viene deciso? Non era forse meglio fissare una quota certa?”, e “perché non vengono inserite anche le partnership pubblico-private?”. Interrogativi ai quali, secondo Viale dell’Astronomia, bisognerà dare una risposta nell’iter parlamentare.

Ancora più netta la posizione dell’Ania, l’associazione delle compagnie assicuratrici, che boccia senza mezzi termini le norme sulla “libera collaborazione degli intermediari” rc auto che creerà solo una “giungla senza regole” con un aumento dei costi ed inevitabili danni ai consumatori. Giudizi negativi anche quelli di Cgil e Uil, con Susanna Camusso che vede solo un decreto che “non affronta” le grandi questioni del Paese e Luigi Angeletti che parla di “buona volontà” senza riscontri concreti.

Le reazioni più dure al provvedimento arrivano però dalla Lega Nord. Di tutte le misure messe a punto dal governo, al partito del Nord non è andato giù un singolo articolo entrato nel dl come last minute per favorire la nascita di nuove pmi nelle Regioni del Mezzogiorno attraverso la riedizione delle cosiddette ‘zone franche urbane’, quelle appunto in cui le micro e piccole imprese possono godere di specifiche esenzioni fiscali. Il decreto legge prevede infatti il rifinanziamento delle agevolazioni previste dalla Finanziaria 2007 (esenzione dalle imposte sui redditi, dall’Irap, dall’imposta sugli immobili e dal versamento dei contributi previdenziali) per le piccole imprese di Campania, Calabria, Sicilia e Puglia.

Si tratta, tuona Gianni Fava, responsabile federale del dipartimento Sviluppo Economico, “dell’ennesima norma manifesto di cui non usufruirà nessuno. Questo governo o ci prende per i fondelli, oppure sta eseguendo un piano scellerato per colpire il Nord”, afferma. Ancora più drastico il giudizio di Angelo Alessandri che parla esplicitamente di “razzismo verso il Nord”.

Tra le norme spunta intanto anche una nuova stretta sui certificati medici online per la pubblica amministrazione. I certificati web diventeranno infatti obbligatori per tutta la pubblica amministrazione, cioè non solo più per il pubblico impiego privatizzato, ma anche per il personale non contrattualizzato come magistrati, avvocati dello Stato, diplomatici e prefetti.