Calabria e Campania da “rosse” ad “azzurre”: due cambi al Sud

Pubblicato il 29 Marzo 2010 20:15 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2010 20:18

Il centrodestra “scippa” al centrosinistra Calabria e Campania, due regioni chiave dell’Italia Meridionale. In Campania l’egemonia del centrosinistra finisce con l’era Bassolino, che durava da 10 anni. Invece il centrosinistra calabrese paga le spaccature interne, che hanno portato alla candidatura “solitaria” di Pippo Callipo per l’Italia dei Valori.

In entrambe le regioni i candidati del Pdl hanno ottenuto risultati eclatanti: sia il campano Luciano Caldaro che il sindaco reggino Giuseppe Scopelliti non hanno avuto problemi a “sbarazzarsi” rispettivamente di Vincenzo De Luca e Agazio Loiero.

Le due regioni hanno problemi sempre maggiori che le due giunte uscenti di centrosinistra non sono riuscite ad arginare. In Campania la maggiore causa dello spostamento dei voti è stata l’emergenza rifiuti: la giunta Bassolino non è riuscita ad arginarla, mentre poi il governo Berlusconi si è vantato di essere riuscito a risolvere il problema.

Il sistema bassoliniano si è “distinto” anche per la cattiva gestione della sanità, per l’incapacità di trovare soluzioni adeguate alla disoccupazione e per non essere riuscito a utilizzare i fondi destinati dall’Unione Europea.

In Calabria i problemi maggiori si chiamano sanità e ‘Ndrangheta. Il deficit sanitario è aumentato ancora durante i 5 anni di governo Loiero; la criminalità organizzata ha aumentato il suo peso nella regione, contagiando anche il mondo politico regionale: nelle liste di queste regionali, ben 59 candidati sono indagati o rinviati a giudizio.