Finanziamento partiti, il grande bluff: dai milioni ai gruppi a sgravi per scuole

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Dicembre 2013 11:34 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2013 11:35

Finanziamento partiti, il grande bluff: dai milioni ai gruppi a sgravi per scuoleROMA – Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il grande bluff. Il governo con decreto ha abolito il finanziamento pubblico ai partiti trasformandolo essenzialmente in volontario attraverso due meccanismi: da una parte cittadini e imprese potranno devolvere quote fino a 20mila euro ai partiti aggiudicandosi sconti sulle tasse. In secondo luogo si potrà destinare a un partito il 2 per mille del proprio reddito. Facendosi due calcoli, se tutti optassero anche solo per il 2 per mille, ai partiti arriveranno circa 100 milioni, ovvero più di quello che hanno preso quest’anno.

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Non solo: ai gruppi parlamentari (che sono sempre espressione di partiti) solo quest’anno sono già arrivati 53 milioni di euro di soldi pubblici. E inoltre il decreto che ha abolito il finanziamento ai partiti stabilisce che chi frequenta una scuola politica avrà una detrazione del 75% sulla “retta scolastica” fino a un massimo di 750 euro.

Beppe Grillo è il primo a sentire puzza di imbroglio: in realtà il 2 per mille sarà comunque versato ai partiti, che i cittadini lo vogliano o no.

Se i sospetti di Grillo trovassero conferma, bisogna calcolare che, sui 500 miliardi di tasse che vengono pagate dai contribuenti ogni anno, il 2 per mille fa 100 milioni.

Cento milioni che ogni anno finirebbero nelle casse dei partiti solo se il 100% dei contribuenti dicesse sì al 2 per mille alla politica nella dichiarazione dei redditi: questa è la versione di Letta.

La versione di Grillo e di chi sente aria di presa per i fondelli, è che quei 100 milioni finiranno comunque ai partiti, e che l’”abolizione” del finanziamento è tutto marketing pro-larghe intese.

INoltre come fa notare Il Giornale:

La legge prevede che quest’anno i partiti ricevano 91 milioni di rimborsi elettorali: la metà di quanto previsto fino al 2012. E che incassino 54,6 milioni il prossimo anno. Ma non solo. Per il 2013 sono già stati stanziati quasi 54 milioni di euro come «contributo» ai gruppi parlamentari: 21,3 milioni al Senato e 32,6 milioni alla Camera. E qui, i conti non tornano.

E non è finita. Il decreto approvato dal consiglio dei ministri regola anche i benefici fiscali dei contributi privati ai partiti. Chi finanzia i partiti ottiene uno sconto del 37%, se fa versamenti da 30 a 20mila euro. L’aliquota del 37% è più che doppio del beneficio fiscale riconosciuto per le spese mediche.

Per le aziende, che possono destinare fino ad un massimo di 100mila euro all’anno, la detrazione prevista è del 26% sul finanziamento ai partiti: il doppio del beneficio previsto per le sponsorizzazioni sportive.