Fioramonti già minaccia dimissioni da ministro: “Date 3 mld alla scuola, tassiamo le merendine”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Settembre 2019 9:22 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2019 10:16
Lorenzo Fioramonti già minaccia dimissioni da ministro: "3 mld alla scuola". Come? Tassa merendine

Il ministro Lorenzo Fioramonti in una foto Ansa

ROMA – Non ha fatto in tempo ad insediarsi (e a giurare da ministro) che già minaccia di dimettersi. Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione del governo Conte bis, chiede 3 miliardi (2 per la scuola, 1 per l’università) o si dice pronto a lasciare. Di più, Fioramonti ha già una proposta per racimolare un po’ di quattrini: tassare le merendine.

Ecco cosa ha detto il neo ministro in una intervista al Corriere della Sera: “Ci vogliono investimenti subito, nella legge di Bilancio: due miliardi per la scuola e uno almeno per l’ università. Lo dico da ora: se non ci saranno, mi dimetto”. Su come recuperarli ribadisce la sua proposta: “Tassiamo le merendine”.

Fioramonti è stato intervistato anche da Repubblica e in questo caso ha chiesto di dare alla scuola “l’importanza che merita, metterla al centro del Paese, prima bisogna sgravarla dei suoi problemi endemici. Il precariato estenuante, innanzitutto. Al primo Consiglio dei ministri sono pronto a far ripartire il decreto Salvaprecari”. All’osservazione che sono stati i suoi colleghi Cinque Stelle a impallinarlo definendolo una sanatoria, risponde: “Parlerò con loro, troveremo un modo per tenere insieme i diritti di chi lavora da una vita in classe con la qualità dell’ insegnamento e il merito. Quel decreto deve andare in porto al più presto”.

Altri temi legati alla scuola sottolineati da Fioramonti sono “l’ insicurezza di troppi edifici, la carta igienica portata da casa, il costo dei libri. E le classi pollaio. In Italia si arriva a trenta alunni in aula, in Germania mai oltre ventuno”. Alla domanda su quanti soldi aggiuntivi serviranno alla sua scuola, spiega: “Due miliardi, il minimo sindacale”. Rispetto al dicastero Bussetti, annuncia anche “discontinuità, inversione di tendenza. Avrò un metodo diverso: lui appoggiava tutte le decisioni del capo di gabinetto, io ascolterò i due sottosegretari e li terrò costantemente informati della mia linea politica”. (Fonte Corriere della Sera e Repubblica).