Dopo Lusi, caso An: 26 milioni di € spariti. Finiani: “Regalati al Pdl”

Pubblicato il 8 Febbraio 2012 - 12:52 OLTRE 6 MESI FA

Gianfranco Fini (Foto LaPresse)

ROMA – Dopo il caso Lusi e i 13 milioni sottratti alle casse della Margherita, è la volta del “caso An”: sarebbero letteralmente scomparsi 26 milioni dal tesoretto che fu di Alleanza Nazionale. 26 milioni di euro che, attaccano i finiani, sarebbero per lo più finiti nelle casse del Pdl.

A raccontare la vicenda è il ‘Fatto Quotidiano’ secondo cui la procura di Roma, su esposto dei finiani Antonio Buonfiglio ed Enzo Raisi, starebbe indagando sulla scomparsa di 26 milioni dal tesoro di Alleanza Nazionale. Un ammanco in un tesoro, quello di An, stimato in circa 400 milioni di euro tra liquidità e immobili.

Tutto inizia, racconta ‘Il Fatto’ nel 2009 quando An si scioglie per confluire nel Pdl e decide, per il 2011, di trasformare il partito in Fondazione. Per “traghettare” nel nome della “conservazione” il patrimonio di An nella nascitura fondazione si decise per un comitato di gestione che avrebbe operato secondo le indicazioni di un altro organo, il comitato dei garanti. Qui si consumano le battaglie tra “finiani” ed ex An vicini a Berlusconi. Ben presto i fedeli di Gianfranco Fini vengono estromessi dal comitato dei garanti.

Proprio in questo passaggio dal partito alla fondazione, scrive ‘Il Fatto Quotidiano’, sono scomparsi questi 26 milioni di euro e oggi, si legge, “allo stato attuale, tra pezze d’appoggio mancanti, prestiti milionari al partito di Silvio Berlusconi e immobili dati in uso gratuito ai giovani del Pdl, non c’è certezza di dove il denaro sia finito”.

In realtà, si legge su ‘Libero’, la storica segretaria di Fini, Rita Marino, ha qualche idea del dove siano finiti quei soldi: il tesoretto di An si sarebbe, a suo dire, trasformato in un bancomat a favore del Pdl, con un patrimonio mobile ed immobile notevole ‘svenduto’, se non regalato. Nei “lasciti” al Pdl, denuncia la Marino, ci sarebbero immobili affidati a uso gratuito ai giovani Pdl e prestiti di 3,7 milioni dalle casse dell’ex An direttamente al Pdl su richiesta dei deputati Crimi e Bianconi, oltre a un altro milione di euro a fondo perduto per sostenere la campagna elettorale delle Regionali, naturalmente Pdl.

Anche ‘Il Fatto Quotidiano’ fa un elenco simile: «Immobili di An affidati in uso gratuito ai giovani del Pdl (28), prestiti bizzarri come quello del 12 luglio 2011, in cui il comitato di gestione della Fondazione di An concesse su richiesta degli onorevoli Crimi e Bianconi del Pdl, la cifra di 3.750.000 a titolo di prestito infruttifero al partito rivale. Da aggiungere a un altro milione a fondo perduto per sostenere le elezioni regionali del Pdl e ad altri contributi di importo ancora incerto, a fronte “dell’impegno morale” di Bianconi di vigilare sul loro “puntuale utilizzo”. E poi, ancora altro denaro, dalla casa madre dei neo “nemici”. Forme di generosa erogazione “del tutto anomale” distribuite con fumose motivazioni definite “Iniziative promozionali in sede al Pdl”, senza rendiconti verificabili e con giustificazioni risibili ad accompagnare il salasso verso il feudo di B.: “Promuovere all’interno del partito la costituenda fondazione”».