Governo Letta, nel Pd cresce il no. Boccia: “Chi non vota fiducia è fuori”

Pubblicato il 25 Aprile 2013 - 12:00| Aggiornato il 16 Febbraio 2023 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Il Pd riuscirà a “bruciare” anche Enrico Letta? Tutti giurano che la possibilità che i contrari siano così tanti non è immaginabile, ma nel Partito democratico cresce il fronte del no a un governo di larghe intese. Qualche nome: Pippo Civati, Sandro Gozi, Laura Puppato. Nomi appartenenti a tre correnti diverse all’interno del Pd, il che dà il senso dell’ampio dissenso. Francesco Boccia, da sempre braccio destro di Enrico Letta, è tornato a minacciare: “Chi non vota la fiducia al governo è fuori”.

”Nessuna minaccia ai colleghi – dice Boccia – ma ci sono delle regole che vanno rispettate ed è chiaro che chi non dovesse votare la fiducia al governo sarebbe fuori dal partito. Nessuno può anteporre personalismi a interessi collettivi così importanti”.

Puppato. Laura Puppato dice a Repubblica:  ”Se ci fosse un governo di Letta con Alfano vice premier, alla Giustizia magari Brunetta, la Gelmini all’Istruzione, Schifani all’Interno allora davvero io ho un problema di coscienza… e non lo voto”.

Poi nel corso della giornata risponde a Boccia:  ”Niente minacce: di minacce non si vive e non si lavora”.

Stesso discorso aveva fatto mercoledì Sandro Gozi a Un giorno da pecora: “Deve durare poco, al massimo sei mesi. Così si può andare al voto tra sette mesi e mezzo. Un governissimo iperpolitico con dentro magari la Gelmini e Quagliariello per me sarebbe un colpo mortale. Mi farebbe molto schifo”. E alla domanda se voterebbe un governo Letta con Schifani, la risposta è un “no” secco.

Pippo Civati ha già detto che le cose “stanno peggiorando”: “Mi dispiace, ma continuo a non essere d’accordo. Soprattutto perché il governo di scopo sta diventando di scopone scientifico. Un governo politicissimo, senza scadenza”.

Renzi invece richiama all’unità. “Io e all’amministrazione fiorentina saremo al suo fianco (di Enrico Letta; Ndr) per mettere fine ad una delle pagine piu’ brutte inconcludenti della nostra storia. Ora arriva il momento nel quale gli auspici devono diventare realtà. Chi ha il coraggio delle proprie azioni deve arrivare in fondo, non deve disertare”.

Luigi Zanda, capogruppo al Senato, rassicura: “La fiducia al governo è un atto solenne, sono sicuro che i gruppi Pd di Camera e Senato saranno compatti”.