M5S a Pd: “Legge elettorale, basta incontri: è finito il tempo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Luglio 2014 18:43 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2014 19:07
M5S a Pd: "Legge elettorale, basta incontri: è finito il tempo"

M5S a Pd: “Legge elettorale, basta incontri: è finito il tempo”

ROMA – Non ci sarà un terzo incontro tra Pd e M5S, ora i 5 Stelle sono disposti a votare, direttamente in Aula, la legge elettorale se avrà le preferenze. Ovvero quello che la delegazione grillina ha chiesto a Matteo Renzi nell’ultimo incontro.

“Ieri al tavolo si è ipotizzato un altro appuntamento. Ma al momento si preferisce la ratifica degli attuali punti fin qui negoziati da parte dei nostri iscritti. Saremo pronti a votare la legge elettorale, inclusiva delle preferenze, direttamente in Aula”. “Ci dispiace per il Pd ma non c’è più tempo”. Lo scrive la delegazione M5S sul blog di Beppe Grillo. “Alla fine, l’incontro con il PD si è svolto ed è durato un’ora e mezza. Certo, dopo ben 25 giorni di fitto e intenso rapporto epistolare ci saremmo aspettati che arrivassero al tavolo con idee più chiare, una maggiore concretezza e anche più preparati. Ma non si può pretendere la luna”, si legge sul post “Eletti e non nominati”.

“Malgrado i proclami di rapidità, il succo è che su quasi tutto si è preso bradipescamente altro tempo. Trattativa completa quindi che dovrebbe essere rinviata a una data ipotetica e condizionata alle mille vicissitudini parlamentari. Renzi parla di 15 giorni ma potrebbe slittare addirittura a settembre. Il M5S era pronto a chiudere ieri. Ci dispiace per il Pd ma non c’è più tempo. Il M5S non se la sente di prendere per il culo i cittadini italiani per un’intera estate – proseguono i quattro membri della delegazione – Resta comunque la grande soddisfazione per l’apertura e il parere positivo ottenuti sull’introduzione delle preferenze nella legge elettorale che a questo punto diamo per confermati e che voteremo dopo la ratifica della proposta di legge elettorale concordata ad oggi degli iscritti on line. Il tema delle preferenze per noi è fondamentale, è una battaglia iniziata nel 2007 con il primo Vday e con la raccolta di 350.000 firme per l’iniziativa di legge popolare “Parlamento Pulito” “.

“Quindi, almeno per questo, grazie a Renzi per aver accolto la proposta di un Parlamento di eletti e non di “nominati”. Del resto Renzi stesso si era pronunciato in passato apertamente contro un Parlamento di “nominati”. Bisogna dargli atto che, anche se in ritardo, ha mantenuto la sua parola e si spera che la possa mettere in atto. Non crediamo infatti che su questo punto il segretario di un partito che ha avuto il 41 e rotti alle ultime elezioni europee debba chiedere il permesso a un chicchessia di Forza Italia, terza forza politica nel Paese destinata all’implosione e guidata da un pregiudicato”, conclude il post sul blog di Grillo.

Di Maio poi aggiunge:

“Chiusura? Non mi sembra. Abbiamo dato una accelerata al dibattito perché l’ennesimo tavolo sulle riforme sarebbe stato stucchevole. Ma, finiti i tavoli, non significa che è finito anche il confronto: ci aspettiamo che le preferenze siano nella legge elettorale in Aula. Il Pd dia una risposta”.