Il piano D’Alema: “Ulivo non basta, serve alleanza con moderati da 60%”

Pubblicato il 16 Ottobre 2011 9:08 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2011 10:21

ROMA, 16 OTT – ”L’Ulivo a questo punto non basta. Ci vuole un’alleanza politica, sociale e culturale che aggreghi almeno il 60% dell’elettorato”. Intervistato dal Corriere della Sera, Massimo D’Alema si dice convinto che l’Italia ”puo’ farcela, ma ha bisogno di trasformazioni coraggiose, profonde” e per questo ”occorre un consenso largo, una alleanza tra progressisti e moderati, un progetto capace di guidare il Paese almeno per una legislatura di grandi riforme e ricostruzione”.

L’ex premier chiarisce pero’ di non avere ”problemi di ruolo e non sto cercando una collocazione” perche’ ”ai ruoli antepongo le coerenze politiche”. E di Romano Prodi parla come di ”risorsa importante” mentre dice di ”rispettare” il ”coraggio” di Pier Ferdinando Casini ”di collocarsi all’opposizione” rischiando di rimanere fuori dal Parlamento.

A questo punto pero’ per D’Alema, nonostante l’ennesima fiducia, Berlusconi ”non ha la capacita’ di rilanciare una prospettiva di fine legislatura. Per cui tocca alle opposizioni sbloccare la situazione avanzando una proposta che gia’ dall’annuncio possa accelerare il mutamento”.

Lo ”schema” Bersani-Vendola-Di Pietro, dice, e’ ”insufficiente”, anche se i tre rappresentano ”secondo gli ultimi sondaggi, il 44%”. Ma ”il compromesso dei moderati con la sinistra e’ necessario perche’ non si fanno le riforme senza il consenso della maggioranza dei cittadini” e anche perche’ ”il Paese ha bisogno di essere modernizzato con riforme ‘liberali’, capaci di superare incrostazioni e resistenze corporative” visto che ”non esiste da noi una destra liberale, e’ sempre stata corporativa e statalista e il berlusconismo non ha fatto eccezione”.

Anche le forze sociali ”si stanno ricredendo su Berlusconi” e ”dobbiamo sottoporre loro un’offerta politica convincente” partendo da ”una logica di interesse generale” in cui ”i sacrifici devono essere fatti in proporzione alle proprie possibilita’ e quindi anche da parte dei ricchi”. Per D’Alema, peraltro, ”non e’ impossibile che vadano d’accordo” Vendola e Marcegaglia.

Quanto a Tremonti, il presidente del Copasir sottolinea di apprezzarne ”l’intelligenza” anche se ormai ”e’ evidente che non ha la forza politica per essere un leader che porti il centrodestra al dialogo con l’opposizione”.

Infine su Montezemolo: ”Oggi piu’ che mai le istituzioni hanno bisogno di personalita’ che vogliano servire il Paese” ma ”non abbiamo bisogno di demiurghi che si illudano di potersi sostituire ai partiti. Il Paese ha già dato. Chiunque pensasse di copiare Berlusconi si sbaglierebbe di grosso, non avrebbe la sua potenza di fuoco”.

D’Alema  sembra quasi contrapporre a Montezemolo Alessandro Profumo: “Sono stato positivamente colpito da Alessandro Profumo. Alla domanda se volesse scendere in politica ha risposto “alla politica si sale”. È così. Servire le istituzioni è una scelta a cui avvicinarsi con rispetto”.