Imu 2013, abolita la seconda rata. Mini-rata entro il 24 gennaio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2014 17:36 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2014 17:38
Imu 2013, abolita la seconda rata. Mini-rata entro il 24 gennaio

Imu 2013, abolita la seconda rata. Mini-rata entro il 24 gennaio

ROMA – Imu 2013, abolita la seconda rata. Il Senato ha dato il via libera definitivo al decreto legge Imu-Bankitalia. Tra le altre misure previste, riferisce Public Policy, l’introduzione della mini-rata del 24 gennaio che impone ai contribuenti dei Comuni che nel 2013 hanno aumentato l’aliquota base Imu, il pagamento del 40% del differenziale con l’aliquota base. Il decreto prevede anche la dismissione degli immobili pubblici, ma non di quelli di interesse culturale e ambientale, l’aumento di capitale di Bankitalia a 7,5 miliardi e la redistribuzione delle quote tra banche, assicurazioni, fondazioni ed istituti di previdenza, purché con sede in Italia.

Ecco la scheda pubblicata dall’agenzia Public Policy con le principali novità.

ITALIANITÀ SOCI E LIMITE QUOTE AL 3% – Per quanto riguarda Bankitalia, il Senato ha innalzato a 25mila euro il valore nominale delle quote “di nuova emissione” di partecipazione al capitale della Banca e ha stabilito l’obbligo di “italianità” dei soci che potranno essere solo “banche aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia; imprese di assicurazione e riassicurazione aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia; enti ed istituti di previdenza e assicurazione aventi sede legale in Italia e fondi pensione”. Inoltre il passaggio del dl al Senato ha portato all’abbassamento dal 5 al 3% del limite di possesso diretto o indiretto delle quote da parte dei soci. E ancora: passa da 24 a 36 mesi il periodo di transizione per la vendita delle quote.

VIA QUOTE SE AZIONISTI PERDONO “ITALIANITÀ” – Un emendamento del M5s approvato dall’Aula del Senato, inoltre, stabilisce che se i soci di Bankitalia perdono la propria “italianità”, ovvero trasferiscono la sede all’estero, perdono le quote, che vengono rivendute ad altri.

CONSIGLIO SUPERIORE HA DIRITTO VETO SU QUOTISTI – Una modifica del Senato prevede inoltre che il Consiglio superiore della Banca d’Italia abbia diritto di veto sui quotisti. Il Consiglio superiore della Banca d’Italia verificherà il “rispetto dei limiti di partecipazione al capitale, nonché della ricorrenza dei requisiti di onorabilità in capo agli esponenti e alla compagine sociale dei soggetti acquirenti, con riferimento ai rispettivi ordinamenti di appartenenza. Ove tali requisiti non fossero soddisfatti, il Consiglio annullerà la cessione delle quote.

REPORT ANNUALE BANKITALIA ALLE CAMERE  – L’Istituto di via Nazionale, inoltre, dovrà riferire annualmente alle Camere in merito alle operazioni di partecipazione al proprio capitale. Inoltre il Senato ha introdotto criteri di trasparenza per la partecipazione delle quote e per la “salvaguardia del patrimonio della Banca d’Italia”.

RIFORMA STATUTO VALIDA DA BILANCIO 2013 – Una correzione formale ha inoltre reso valide a bilancio 2013 le modifiche allo statuto di Bankitalia, deliberate il 23 dicembre scorso.

MIBAC E AMBIENTE INDIVIDUANO BENI DA NON DISMETTERE – Per quanto riguarda la parte del decreto che si occupa di dismissione dei beni pubblici, una modifica del Senato ha disposto che il ministero dei Beni culturali e quello dell’Ambiente possano individuare aree e beni da lasciare di proprietà dello Stato per vincoli paesaggistici e culturali.

NIENTE ALIENAZIONE IMMOBILI A SOCIETÀ FANTASMA – Inoltre viene vietata l’alienazione di immobili a società “la cui struttura non consente l’identificazione delle persone fisiche o delle società che ne detengono la proprietà o il controllo”.