Ingroia, “Io ci sto”. Non in Guatemala ma alle prossime elezioni

Pubblicato il 17 Dicembre 2012 18:30 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2012 19:51
Ingroia lascia il Guatemala e si candida

Antonio Ingroia (Foto Lapresse)

ROMA – Anche Antonio Ingroia lascia la magistratura e va in politica. L’ex procuratore aggiunto di Palermo, in Guatemala alla guida della Commissione contro l’impunità dell’Onu, ha già inviato la domanda di collocamento in aspettativa al Consiglio superiore della magistratura per “motivi elettorali”.

Il magistrato ha però messo le mani avanti: ”Il dato certo è che le elezioni politiche in Italia si terranno anticipatamente. Ad oggi non ho deciso di essere in lizza per le consultazioni che daranno un nuovo Parlamento e un nuovo Governo al Paese. Sto ancora riflettendo. La mia richiesta al Csm di aspettativa per motivi elettorali e’ solo cautelativa”.

Ingroia tornerà dal Guatemala e il 21 dicembre spiegherà il suo programma politico in un’assemblea convocata al teatro Capranica di Roma. La base è il manifesto “Io ci sto” firmato da Ingroia insieme ai sindaci di Palermo, Leoluca Orlando e di Napoli, Luigi de Magistris. Si tratta dei cosiddetti “Arancioni” di cui negli scorsi mesi ha parlato spesso soprattutto il Fatto Quotidiano. 

”L’alternativa di governo, si legge nel manifesto, si costruisce con una forza riformista che ha il coraggio di un proprio progetto per uscire dalla crisi e rilanciare l’Italia finalmente liberata dalle mafie e dalla corruzione. Abbiamo come riferimento imprescindibile la Costituzione Repubblicana, a partire dall’articolo 1 secondo cui il lavoro deve essere al centro delle scelte economiche. Per noi l’Unione Europea deve diventare autonoma dai poteri finanziari con organismi istituzionali eletti dai popoli ed è fondamentale il cambiamento della Casta politica e burocratica italiana mentre lo sviluppo del mezzogiorno è l’unica scelta per unificare il Paese”.

Questo il decalogo di ”Io ci sto”:

1) Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese

2) Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere

3) Vogliamo una scuola pubblica che abbia sia per gli insegnanti che per gli studenti il criterio del merito, con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale medico e infermieristico

4) Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico

5) Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini e la scelta della pace e del disarmo sia la strada per dare significato alla parola ”futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese.

6) Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse.

7) Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro e ripristinare il diritto al reintegro sul posto se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento.

8) Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici e che l’informazione non sia soggetta a bavagli.

9) Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento.

10) Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi.