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Appalti eolico. Caliendo: “Mai ceduto a pressioni, resto al mio posto”

”Mi sono comportato correttamente. Non ho dato il minimo spazio a pressioni di alcun genere. Non ho brigato in alcun modo. E posso restare al mio posto. A testa alta”. Lo afferma al Giornale, respingendo l’ipotesi di dimissioni, il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, il cui nome compare nelle carte dell’inchiesta su una presunta loggia segreta cosiddetta ”P3”.

Caliendo conferma di aver partecipato al pranzo del 23 settembre in casa del coordinatore Pdl Denis Verdini ”ma – spiega – sono rimasto pochi minuti per parlare di un convegno sul federalismo” mentre non sapeva che al pranzo ci sarebbe stato anche Flavio Carboni che comunque ”non ha detto una parola”, specifica.

Di Pasquale Lombardi, Caliendo dice di conoscerlo ”da una vita” ma sul suo nome, che Lombardi spendeva con il presidente della Cassazione Vincenzo Carbone, ”millantava”. Lombardi ha contattato Caliendo anche quando la lista Formigoni e’ stata esclusa alle Regionali. ”Non sapevo come togliermelo di dosso”, racconta il sottosegretario alla Giustizia.

”All’ennesima telefonata in cui chiedeva una ispezione (alla corte di appello di Milano) gli ho detto per liquidarlo: ne parlo al ministro e mo’ basta. Va da se – prosegue – che con il ministro Alfano ho valutato che non ricorrevano gli elementi per disporre un’ispezione che infatti non c’e’ stata”.

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