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Laura Boldrini a Rebibbia, i penalisti: “140 detenuti furono trasferiti”

Laura Boldrini

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ROMA – In occasione della visita di qualche mese fa della Presidente della Camera Laura Boldrini al carcere romano di Rebibbia, “circa 140 detenuti sarebbero stati trasferiti, nei giorni precedenti, presso altri carceri, quello sempre romano di Regina Coeli ed altri in Sardegna, al fine di mostrare alla terza carica dello Stato una situazione assai meno drammatica della realtà”.

Così l’Unione Camere penali in una nota.

“Sarà per questo ‘gioco di prestigio’- ironizzano i penalisti – che la Presidente Boldrini, evidentemente rassicurata da quanto visto con i suoi occhi, non ha ritenuto di fissare la discussione sul messaggio alle Camere inviato dal Presidente della Repubblica in tema di carcere”.

Sarebbe “assai importante verificare – scrive l’Ucpi – se corrispondano al vero le notizie che, circolano sempre più insistentemente, secondo le quali, rinverdendo i fasti borbonici del famoso ordine ‘facite ammuina’, l’amministrazione penitenziaria abbia risolto in maniera fantasiosa il problema dell’affollamento carcerario, trasferendo i detenuti da un carcere all’altro”.

A ben guardare la cosa, “con buona pace di quei piantagrane, come gli avvocati penalisti o Pannella, (ma anche il Presidente Napolitano e la stessa Ministra Cancellieri), che continuano a dire che le cose fatte fin qui non sono sufficienti a risolvere il problema e che ci vuole un provvedimento generalizzato di clemenza non è affatto da criticare. Se infatti si istituzionalizzasse la pratica del trasferimento temporaneo, rendendola diuturna, magari trasferendo ogni giorno via mare più o meno ventimila detenuti con capaci traghetti da un carcere all’altro, il risultato sicuro sarebbe quello di far magicamente rientrare nella legalità il sistema carcerario italiano. Se non Beccaria – concludono i penalisti – almeno il mago Silvan certamente apprezzerebbe”.

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