Lega, soldi russi: Gianluca Savoini indagato per corruzione internazionale

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Luglio 2019 20:49 | Ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2019 0:29
gianluca savoini

Nella foto Ansa Gianluca Savoini

MILANO – I pm di Milano che stanno indagando sul caso che coinvolge la Lega e i rapporti con la Russia hanno iscritto sul registro degli indagati per corruzione internazionale il leghista Gianluca Savoini.  E’ sua la voce che si sente nell’audio pubblicato sul sito americano BuzzFeed: Savoini, a Mosca avrebbe trattato con alcuni russi per far arrivare fino a 65 milioni di dollari al Carroccio nell’ambito di un affare sul petrolio.

L’esponente del partito di Matteo Salvini è anche presidente dell’associazione Lombardia-Russia. L’indagine è coordinata dall’aggiunto Fabio De Pasquale del dipartimento ‘reati economici internazionali’, dai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf. Gli inquirenti hanno trovato e acquisito già settimane fa la registrazione, pubblicata ieri dal sito Usa, e avrebbero già ascoltato a verbale alcune persone.

Il fascicolo è stato aperto, infatti, mesi fa dopo la pubblicazione a febbraio degli articoli sul caso Savoini-Lega-Russia scritti da ‘L’Espresso’. Nella registrazione, del 18 ottobre 2018 all’Hotel Metropol di Mosca, Savoini parla con tre russi sia di strategie sovraniste anti-Ue che di affari legati al petrolio. Secondo BuzzFeed, che non spiega come ha avuto l’audio e da chi sia stato registrato, nel dialogo si cerca un accordo per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega. Il leghista, che è con altri due italiani, tali Luca e Francesco, dice in inglese: “A maggio ci saranno le elezioni in Europa e vogliamo cambiarla. Una nuova Europa deve essere vicina alla Russia, perché vogliamo riprenderci la nostra sovranità”.

Nell’audio si passa, poi, a parlare di un presunta compravendita di petrolio, attraverso la quale ‘mascherare’ presunti fondi neri che dovrebbero arrivare alla Lega. Si sente uno dei due italiani, oltre a Savoini, dire agli interlocutori russi: “Il 4% per noi è sufficiente, se lo sconto arriva al 10, il 6% è vostro”. Ossia, stando all’audio, una parte del prezzo della compravendita di petrolio (“un contratto back to back”, si sente dire) tra una società italiana che doveva comprare (nella registrazione si parla dell’Eni, che ha smentito) e una società russa che vendeva, sarebbe dovuta arrivare alla Lega per finanziare la “campagna elettorale” (il 4%, ossia circa 65 milioni di dollari) e la restante parte, invece, (il 6%) sarebbe andata ai russi.

Uno degli italiani spiega anche che è necessario “coinvolgere” le banche per le transazioni e cita “Banca Intesa Russia”. I pm ipotizzano la corruzione internazionale proprio per verificare, tra le altre cose, se una parte dei soldi sia finita a funzionari russi. Indagini sono in corso su diversi aspetti della vicenda anche per capire se le operazioni di cui si parla siano andate in porto. Gli inquirenti avrebbero anche acquisito alcune foto per riuscire ad identificare le altre persone che hanno partecipato all’incontro nell’hotel di Mosca. “Stiamo facendo accertamenti per capire se ci siano reati o meno”, si è limitato a dire il procuratore Francesco Greco ai cronisti.

Conte: “Fiducia nella magistratura”, Pd chiede commissione d’inchiesta

Il premier Conte, parlando in conferenza stampa a Palazzo Chigi, a proposito della vicenda Savoini, questa mattina ha detto: “Fiducia la invoco sempre: è fondamentale con i cittadini e nel governo. Salvini ha fatto dichiarazioni: ho fiducia nel ministro Salvini. So che c’è un’inchiesta, la magistratura faccia il suo corso. Sapete come la penso: ad ognuno le proprie responsabilità: saranno fatte le opportune verifiche”.

I capigruppo del Pd Delrio e Marcucci annunciano intanto una proposta di legge per istituire una commissione parlamentare di inchiesta sul caso. E “trasparenza” chiede anche M5s  distinguendosi però dal Pd: “Votiamo sì a una commissione d’inchiesta sui finanziamenti a tutti i partiti, associazioni e fondazioni collegate. Dal Pd aspettiamo ancora i nomi dei componenti della commissione d’inchiesta sulle banche”. 

“Qualche fanfarone le sparava grosse e qualcuno in modo opportunistico per chissà quali fini ora approfitta del fanfarone per gettare discredito su Salvini” è invece il commento del sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti.

Fonte: Ansa